Gazzetta di Reggio

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Un cartello volgare contro i mezzi diretti al Bianello

Quattro Castella, forse in riferimento ai lavori in corso Il sindaco: «No all’integralismo conservativo senza senso»

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QUATTRO CASTELLA. “Pezzi di m.... l’oasi non è transitabile neanche per il ristorante”. E’ il poco poetico cartello comparso nella mattina di ieri davanti alla chiesa di Quattro Castella, affisso a un albero. Il riferimento è alla strada che conduce al castello di Bianello oggetto, negli ultimi tempi, di alcuni interventi. Una scritta a caratteri grandi e neri, su sfondo verde, che non ha mancato di suscitare curiosità – ma anche sdegno – in diversi cittadini. Il cartello è stato prontamente rimosso ma ha continuato a far discutere e ha fatto interrogare molti su chi potesse esserne l'autore. La strada in questione è al centro, negli ultimi tempi, di alcuni interventi di ingegneria ambientale che vengono finanziati nell’ambito di un progetto europeo che interessa Quattro Castella e altri tre comuni.

Da un paio di mesi, inoltre, ha aperto un ristorante nei pressi del castello, a cui l’accesso è regolamentato da un pilomat. Che siano i lavori l’oggetto del contendere? Sulle cause è mistero, di certo si fatica, al momento, a trovare persone scontente dell'avvio della nuova attività commerciale.

«Non mi sono accorto di nulla – spiega il titolare del ristorante – e per quanto mi riguarda posso assicurare di non avere mai avuto contrasti con nessuno. Tantomento con l’amministrazione comunale, con la quale siamo in ottimi rapporti in quanto si è data da fare per apportare varie migliorie».

Sull'episodio, è intervenuto anche il sindaco Andrea Tagliavini: «La volgarità della cosa – spiega – si commenta da sola. I cittadini non si sono mai lamentati per la presenza del servizio di ristorazione e anzi hanno dimostrato di averlo apprezzato. Direi che ci troviamo di fronte a un’azione di integralismo culturale: ritengo che anche i siti storici vadano valorizzati con delle attività commerciali che le sostengono, in modo da poter attirare un’utenza ancora maggiore. Un approccio troppo conservativo, in questo contesto, non va bene. Il riferimento era alla presenza di alcuni mezzi da lavoro? Può darsi, ma credo ci voglia equilibrio. Non bisogna essere integralisti».

Andrea Vaccari

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