Violenze a Li Pizzi, ridotte le pene
La Corte d'appello ha anche riunito le due accuse in un'unica ipotesi di reato agli otto già condannati
CASTELNOVO MONTI. Pene ridotte e due capi di imputazione riuniti in un’unica ipotesi di reato. E’ quanto emerge dalla sentenza emessa ieri dalla Corte d’appello di Bologna a carico di otto imputati, accusati di violenza privata e di violenza sessuale di gruppo ai danni di Giacomo Li Pizzi, il 21enne di Castelnovo Monti morto suicida sulla Pietra di Bismantova il 21 agosto del 2006.
Dopo l’assoluzione dall’accusa di “morte come conseguenza di altro reato” per il suicidio del ragazzo – definitiva in Cassazione – si aprì un nuovo processo, con gli otto imputati che vennero accusati di violenza privata e di violenza sessuale di gruppo.
In primo grado, in tribunale a Reggio, venne loro confermata la condanna per violenza privata ma la violenza sessuale passò da essere definita “di gruppo” ad “attenuata” e vide loro inflitte condanne che andavano dai due anni e due mesi ai tre anni e due mesi. Ieri a Bologna è stato discusso l’appello. Il procuratore del tribunale di Reggio e il procuratore generale hanno chiesto pene più severe a carico degli imputati e la reimmissione del reato di violenza sessuale di gruppo
La difesa – rappresentata per sette imputati su otto dall’avvocato Domenico Noris Bucchi e dall’avvocato Romano Corsi, che difende Omar Zummo – ha invece chiesto l’esclusione dell’imputazione di violenza sessuale in qualsiasi forma.
La Corte bolognese ha di fatto riformulato la sentenza emessa a Reggio: i due capi di imputazione sono stati riuniti in un’unica ipotesi di reato, quella di violenza sessuale attenuata, e ha visto uno sconto – per tutti – delle condanne in precedenza inflitte.
A Matteo Sironi (figlio di un idraulico, per non creare confusione con un omonimo, ndr) il giudice ha inflitto una pena di due anni e sei mesi, mentre per tutti gli altri – Omar Zummo, Andrea Gabrielli, Simone Bargiacchi, Davide Fabiani, Mirco Bargiacchi, Stefano Gregori e Fabio Attolini – un anno e sei mesi.
Dunque, l’impostazione della precedente sentenza è stata confermata ma ha visto un significativo sconto di pena per gli otto imputati. Con questa sentenza, la lunga e dolorosa vicenda del caso-Li Pizzi non può ancora definirsi conclusa e ci si attende una nuova battaglia legale in Cassazione.
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