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COLLAGNA

Giovanni Lindo Ferretti abbraccia Benedetto XVI

Daniele Valisena
Giovanni Lindo Ferretti abbraccia Benedetto XVI

L’artista di Cerreto, passato dal comunismo e dalla militanza nel gruppo dei Cccp-Fedeli alla linea a una ritrovata fede cattolica,  ha incontrato in udienza privata il papa emerito

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COLLAGNA. Da Cerreto Alpi al Vaticano per incontrare in udienza privata il papa emerito Benedetto XVI. Un lungo e insperato cammino per chiunque, che diventa ancora più sorprendente, almeno in apparenza, se il protagonista è Giovanni Lindo Ferretti, l’ex leader dei Cccp-Fedeli alla linea, la band filosovietica reggiana che ha portato anche in Italia le sperimentazioni sonore e il nichilismo materialista del punk berlinese di metà anni ’80.

Sacro e profano, spiritualità e carnalità si sono mischiati spesso nella carriera dell’autore, fin dall’uscita di “Affinità-divergenze fra il compagno Togliatti e noi del conseguimento della maggiore età”, primo, storico album dei Cccp-Fedeli alla linea.

Un’opposizione che sembrava inconciliabile, quella tra l’ideologia cattolica e il pensiero filosovietico di Ferretti, che pur essendo stato educato nella fede cattolica, in gioventù ha militato per Lotta Continua, professando idee e una poetica decisamente avverse a quelle della Chiesa. Eppure, nel travagliato percorso umano e artistico attraversato dal cerretano, c’è un filo di spiritualità che non è mai venuto meno e che è emerso prepotentemente ai tempi dei Csi e negli ultimi lavori dell’artista.

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È lo stesso Ferretti, che vive a Cerreto Alpi assieme ai suoi amati cavalli, a raccontare il suo incontro nelle pagine di Avvenire, il giornale della Conferenza episcopale italiana per cui scrive da alcuni anni.

Un incontro che Ferretti attendeva da tempo, fin da quando, una quindicina di anni fa, attraverso i libri dell’allora cardinale Ratzinger, scoprì il suo pensiero e ne venne conquistato. Lo stesso Ratzinger che in gioventù costituiva “l’esemplificazione ostentata di tutte le colpe della Chiesa Cattolica e della Reazione”.

L’incontro tra Ferretti e Ratzinger è avvenuto nei Giardini Vaticani: il musicista reggiano ha raccontato al papa emerito la sua storia, da quelli che egli definisce «i miei giorni di uomo» tra adolescenza e prima maturità, in cui ha «sperimentato e provato molte cose», fino alla conversione, rimettendo nelle mani del papa emerito «la mia vita e tutte le persone che ne fanno parte: i concerti, la montagna e i cavalli».

Ferretti ha chiesto una benedizione per sé e per «i peggiori», coloro che come l’artista hanno visitato e vissuto molte vite, profondamente diverse le une dalle altre, ma non per questo meno affascinanti.

Ferretti è poi tornato nella sua Cerreto Alpi, tra i suoi monti e i suoi cavalli, dove ancora oggi compone opere equestri e musica, scrive, racconta.

 

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