«I giovani cercano l’identità nel gruppo»
Il sociologo Claudio Bonacini: «Bullismo diffuso anche tra le femmine ancora alla ricerca di certezze»
CASINA. «Il bullismo? Purtroppo ormai non è più, come era qualche anno fa, una componente quasi esclusivamente maschile: le statistiche ci dicono che è diffuso equamente tra maschi e femmine».
Così il sociologo reggiano Claudio Bonacini descrive i contorni dell’aggressione avvenuta a Castelnovo Monti ai danni di una ragazza di 19 anni, un episodio che nonostante sia partito da offese di stampo razzista, la famiglia della ragazza aggredita, ma anche la preside dell’Istituto “Cattaneo Dall’Aglio”, Paola Bacci, hanno considerato prima di tutto un atto di bullismo.
«Sempre di più tra i ragazzi i comportamenti, gli atteggiamenti, ed anche i modi di vestire vanno uniformandosi tra maschi e femmine – spiega Bonacini – ed in questi comportamenti rientrano anche quelli negativi. Non è quindi un fatto straordinario che il bullismo abbia ormai una propria sfera anche femminile. Anzi ormai gli studi statistici ci dicono che sono fenomeni divisi equamente, tanto tra i maschi che tra le femmine, e sono ormai purtroppo all’ordine del giorno».
Bonacini individua anche le dinamiche di gruppo alla base di quello che è avvenuto: «I ragazzi nella fase dell’adolescenza hanno la necessità di combattere le proprie insicurezze rifugiandosi nel gruppo. La costituzione di gruppi può basarsi su interessi comuni, su abitudini condivise, ed ovviamente anche sull’identità originaria di provenienza in caso di ragazzi con origini straniere. Ciò offre elementi di identificazione, di unità, dà ai ragazzi delle certezze, in una fase della crescita che come detto ne dà poche, certezze che però possono anche assumere valori distorti». Nell’ambito del gruppo si innescano infatti dinamiche che tendono ad individuare chi è diverso, esterno dal gruppo stesso, e spesso questo viene fatto vittima di offese ed angherie. (l.t.)
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