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Picchia l’ex che lo ha lasciato, arrestato

Picchia l’ex che lo ha lasciato, arrestato

Da quando la donna ha rotto con lui, il 25enne la perseguita. Il giudice lo ha già liberato ma con il divieto di avvicinarsi

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REGGIO EMILIA. L’ha presa per i capelli. Ha iniziato a colpirla al volto. Ancora e ancora. Lì, nel bar dove lei si era fermata a mangiare con dei colleghi. Con loro, perché da sola non aveva più il coraggio di farlo da quando lui aveva iniziato a perseguitarla, a minacciarla. Ad aggredirla, con sempre maggiore violenza. E’ dovuta intervenire la polizia per fermarlo. Lo ha arrestato. Ma dopo 24 ore al fresco, lui è tornato libero. Con un divieto: quello di avvicinarsi.

E’ l’ennesima storia di violenza sulle donne quella che arriva dalla questura. La storia di un uomo – un 25enne di origine kosovara – che non ha accettato la fine della relazione con la donna con la quale ha condiviso più di un anno e mezzo di relazione.

Da quando lei ha deciso di troncare, a fine agosto, lui ha iniziato a perseguitarla. A tempestarla di messaggi e telefonata: fino a 70, 80 al giorno. Con la stessa pressante richiesta. Ma quando lei ha continuato a dire no, a ribadire la fine della loro storia, lui allora ha preso a seguirla. Si faceva trovare sotto casa sua, nella casa dei genitori di lei, davanti al suo ufficio.

Fino a che non sono state più parole, ma fatti violenti.

La prima volta che lui le ha messo le mani addosso, era stata lei a farlo entrare nel suo ufficio. Si fidava. Invece lui l’ha picchiata. Non lo ha denunciato. Ma la seconda volta che è successo sì, ha chiamato la polizia, ha raccontato tutto. Però, non è cambiato niente. Così, è successo ancora al bar ma quando è arrivata la polizia lui era già andato via. E poi ancora, lunedì. Ma stavolta con lei c’erano i colleghi, che lo hanno bloccato impendendogli di colpirla ancora, e il dipendente del bar ha chiamato la polizia.

Stavolta, per l’uomo è scattato l’arresto: deve rispondere di atti persecutori e stalking.

Ieri mattina, il giovane è comparso davanti al giudice Giovanni Ghini. In attesa del processo, ha disposto la sua remissione in libertà. Il 25enne, dunque, è tornato libero. Ma con una prescrizione: ha il divieto tassativo di riavvicinarsi a lei. Altrimenti, finirà nuovamente in manette.

Questo nuovo episodio, spinge il vice questore Cesare Capocasa a rinnovare l’appello: «Esiste l'ammonimento del questore, che fa sì che la polizia intervenga immediatamente nei confronti del persecutore affinché la smetta. Se poi lui insiste con la sua condotta, scatta d'ufficio la denuncia. E' uno strumento utile: statisticamente, funziona e molti dopo questo avvertimento desistono dal proseguire. Inoltre, è più veloce di una denuncia perché le conseguenze sono immediate. E’ bene che chi subisce queste situazioni si rivolga alle forze dell'ordine. Anche se ha qualche dubbio, ci contatti». (el.pe)

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