A San Simone invasione di abusivi con tanto di vedette
Montecchio, denuncia del sindaco per l'ultima fiera: «Fenomeno diventato intollerabile, scrivo al prefetto»
MONTECCHIO. Si muovono in modo organizzato al punto da spartirsi i compiti: chi colloca e vende la merce e chi compie i sopralluoghi per poi indirizzare i complici, in tempo reale, nei posti “migliori” o avvisarli se stanno per arrivare gli agenti.
Sono i venditori abusivi che, anche quest’anno, a loro modo, hanno partecipato e cercato di fare affari alla fiera di San Simone, la più grande e partecipata di tutto il distretto ceramico.
Che il fenomeno dell’abusivismo in occasione di sagre e fiere stia assumendo connotati allarmanti lo dice lo stesso sindaco, Paolo Colli, fresco di nomina anche al ruolo di vicepresidente con deleghe a Sanità, Tributi e Patto dei sindaci nell’ambito dell’Unione dei Comuni.
A riguardo, anzi, Colli annuncia, che nei prossimi giorni farà arrivare al prefetto di Reggio Emilia – la reggente Adriana Cogode – una lettera perché «si mettano in atto azioni di contrasto più decise» e «un maggior coordinamento a livello più alto con il coinvolgimento di tutte le istituzioni preposte».
Perché «così come è non è più sufficiente ad arginare il fenomeno». Questo anche in previsione della prossima grande fiera, quella di San Marco, ad aprile.
«Già da cinque, sei anni – spiega Colli – per le fiere abbiamo adottato una nuova dislocazione delle esposizioni, su una sola fila e in modo da permettere l’accesso in totale sicurezza dei mezzi di soccorso, qualora ve ne sia la necessità. Cosa succede? Che, approfittando dell’ampio spazio che si è venuto a creare per la zona pedonale, qualcuno si “intrufola”: i venditori abusivi che piazzano lì le loro distese. Chiariamo, non si tratta di per sè di una novità. Sono le dimensioni del fenomeno ad essere cambiate. Dimensioni che ormai da un paio di anni sono arrivate a essere intollerabili».
Di più. Il sindaco denuncia: «È evidente l’organizzazione che ci sta dietro. Durante la fiera abbiamo visto gente ferma agli angoli delle strade, cellulare alla mano, che segnalava ad altri i luoghi migliori dove piazzarsi e, nel caso, avvertiva dell’arrivo della polizia. Come arrivano qui? Non ci risultano spostamenti sospetti di furgoni o altri mezzi “collettivi”. Diciamo che arrivano in piccoli gruppi, da fuori provincia e anche da fuori regione, ma una volta qui è palese la loro organizzazione unitaria».
I controlli ci sono sempre, precisa il primo cittadino, e anche quest’anno non sono mancati diversi sequestri e denunce. «Polizia municipale e carabinieri hanno fatto il possibile anche questa volta: i nostri agenti erano in trenta in servizio per tutta la giornata. Ma ormai il fenomeno ha raggiunto dimensioni tali che anche così non si riesce ad arginarlo. Ci vuole un maggior coordinamento. È una questione di sicurezza e di rispetto a chi esercita regolarmente la propria attività».
Un chiaro messaggio pure alla categoria dei commercianti: non siete soli. E un tema sul quale anche gli altri sindaci dell’Unione saranno chiamati a fare fronte comune: «Ne parleremo – dice Colli – e il mio documento sarà sottoscritto da altri».
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