Benati: «Dalla white list all’elenco di merito»
Il candidato reggiano del Pd interviene sulle 31 imprese colpite da un’interdittiva antimafia
REGGIO EMILIA. Solo 31 imprese, l'1% delle circa 3.000 che operano nella ricostruzione post-terremoto hanno ricevuto l'interdittiva antimafia. Tra queste, 10 a Reggio Emilia, che conta 236 richieste di iscrizione alla «white list» antimafia, numero molto inferiore rispetto alle altre province. A diffondere i dati è Fabrizio Benati, candidato reggiano del Pd al consiglio regionale, che nel dopo terremoto ha operato sul campo come consulente tecnico della regione emilia-romagna, progettando gli strumenti informatici e le procedure per snellire l'iter burocratico dell'erogazione dei fondi per la ricostruzione.
Benati, tramite Certhidea (azienda da lui fondata 14 anni fa e ceduta al momento della candidatura) ha infatti predisposto il modello unico e i database che, insieme alla «white list», consentono di far lavorare solo le imprese «pulite», con i conti a posto e in regola con gli istituti previdenziali. «E adesso- spiega il candidato- è importante estendere il sistema di controlli alla quotidianità e alle opere d'interesse pubblico realizzate da privati, come quelle relative alle lottizzazioni. Una piccola rivoluzione di semplificazione partendo da strumenti concreti e alla portata della futura amministrazione regionale». Uno degli strumenti suggeriti da Benati è l'«elenco di merito», approntato su richiesta della Regione già sei mesi dopo il sisma del maggio 2012. «Va oltre la white list - spiega il candidato del Pd -. Le imprese inserite devono non solo avere il via libera dell'antimafia, ma anche altre caratteristiche di affidabilità e rispetto della legalità: dal pagare regolarmente i contributi ai dipendenti al non avere protesti». «Se sarò eletto - conclude Benati- lavorerò affinchè l'elenco di merito diventi una corsia preferenziale per le imprese pulite che partecipano alle gare pubbliche. Oggi, a ogni appalto, s'iniziano le verifiche da zero. Se invece passerà la mia idea, basterà semplicemente ricorrere a chi è già presente nell'elenco: non si perderebbe tempo in ulteriori controlli, avremmo diffuso la cultura della legalità, sburocratizzato e semplificato il funzionamento dell'amministrazione pubblica».
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