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Clienti molesti alla porta lucciola chiama la polizia

Clienti molesti alla porta lucciola chiama la polizia

La donna non aveva voluto aprire perché il suo turno di lavoro era finito Gli agenti hanno identificato tre uomini: due erano clandestini, espulsi

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REGGIO EMILIA. Si sono presentati alla porta di una giovane donna rumena, prostituta di professione, reclamando alcune prestazioni. E non volevano sentire ragioni: quelle di lei che da dietro l’uscio, cercava di spiegare loro che era tardi, che lei stava dormendo, che era stanca. Tanto che alla fine la donna è stata costretta a chiamare la polizia.

«Non era mai successo...» ammettono dalla questura. Sì, perché la donna ha preso il telefono, ha candidamente ammesso quale era la sua “professione” e ha chiesto aiuto.

Erano le 4 di ieri, in un alloggio di via Bligny. Sul posto è intervenuto un equipaggio delle Volanti. Quando sono arrivati, gli agenti hanno intercettato il gruppo di tre allontanarsi: alla fine avevano capito che non era aria. Ma a quel punto, sono scattati i controlli. E’ emerso che si trattava di tre uomini di nazionalità straniera: un rumeno di 22 anni e due tunisini di 20 e 22 anni. Non solo: ma i due tunisini sono risultati essere senza regolare permesso di soggiorno. Per questo, per i due non è finita con un semplice invito da allontanarsi come nel caso del rumeno. Bensì, gli agenti gli hanno chiesto di seguirli in questura, per gli accertamanti del caso. Sono stati affidati all’Ufficio Immigrazione: per loro a questo punto è partita la trafila burocratica che porterà a un decreto di espulsione.

Ma gli accertamenti non finiscono qui.

La polizia è determinata a vedere di chi è l’appartamento in cui la donna esercita la sua attività. Ma di certo, l’episodio si presenta come inedito. «Queste richieste di aiuto non vanno sottovalutate – sottolinea il vice questore Cesare Capocasa – ricordiamo che poche settimane fa, non molto lontano da lì, due ragazze sono state violentate da due uomini che si era introdotti nel cuore della notte nel loro alloggio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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