Il Comune al Ministero «Una legge sulla Tasi»
L’assessore al Bilancio Notari, durante un incontro con gli ordini professionali «Servono interventi che regolino cosa fare durante le procedure concorsuali»
REGGIO EMILIA. «Il Comune ha richiesto al ministero dell’Economia interventi legislativi sull’applicazione della Tasi alle procedure concorsuali, essendo al momento in assenza di normative, simili a quelle dell'Imu, che permettono di corrispondere il tributo in seguito alla cessione dell’immobile». Lo ha reso noto l'assessore al Bilancio, Francesco Notari, alla decima edizione della giornata di “I fattori di successo delle procedure di composizione negoziale delle crisi d'impresa”, promossa ieri al teatro Ariosto dagli Ordini professionali dei dottori commercialisti e degli avvocati, con il coordinamento scientifico di Sido Bonfatti, docente dell'Università di Reggio Emilia. Notari ha auspicato che «le procedure di ristrutturazione aziendale possano avere realmente come obiettivi la conservazione dell’attività economica, il mantenimento, almeno parziale, dei livelli occupazionali e la celerità nei pagamenti ai creditori che rischiano, essi stessi, di diventare insolventi: «In questo senso – ha aggiunto – il primo obiettivo raggiunto dalla giunta è stato quello di accorciare i tempi di pagamento del Comune, che vengono ora effettuati mediamente in 23 giorni».
In tema di azioni favorevoli al tessuto economico reggiano, l'assessore ha evidenziato che «si stanno attivando iniziative per Expo e si stanno portando avanti investimenti con il Parco dell'innovazione e della conoscenza: provvedimenti in grado di riattivare l'economia e non, invece, salvataggi con denaro pubblico, peraltro sempre meno disponibile per effetto dei rilevanti tagli agli enti locali e dei vincoli del Patto di stabilità».
Quanto alle imprese in crisi, per Notari «non sono più rinviabili modifiche strutturali all’attuale impianto normativo, largamente insufficiente a contenere questa crisi e a permettere alle aziende di restare sul mercato: non si può perdere di vista l'esigenza di evitare comportamenti opportunistici o illegali, né è il caso di diminuire il presidio giudiziario, ma non possiamo certo pensare di smantellare la seconda economia industriale europea, impoverendo il nostro territorio e i cittadini o regalando i nostri marchi a investitori esteri». E ha concluso mettendo in guardia dallo «scarso successo dei concordati in continuità e le enormi difficoltà nel raggiungere accordi di ristrutturazione, che stanno producendo l'effetto di far cadere numerose aziende all'interno di procedure».
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