Gazzetta di Reggio

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Caos M5S, i reggiani bacchettano Bologna «Basta personalismi»

L’esposto di alcuni attivisti ha aperto una guerra fratricida I sei in lista nella nostra provincia: «Si pensi solo al voto»

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REGGIO EMILIA. «Basta personalismi». L’esposto presentato a Bologna da alcuni attivisti di Monzuno su presunte irregolarità nella raccolta firme del M5s fa sentire i suoi strascichi anche nel Reggiano, dove in molti hanno il timore che la guerra fratricida sotto le due torri possa avere ripercussioni negative sul voto regionale del 23 novembre. Una spaccatura interna esplosa soprattutto dopo l’esclusione del consigliere uscente, Andrea Defranceschi, che mette i sei candidati reggiani di fronte ad un ostacolo indigesto proprio nel mezzo della campagna elettorale.

«Questa vicenda di certo non ci aiuta – afferma Gianluca Sassi – Se ci sono state irregolarità è bene che vengano accertate. Noi siamo un movimento: ogni mossa dettata da personalismi è sbagliata».

Per Paola Cardelli, «è arrivato il momento che a Bologna qualcuno si dia una calmata»: «Se si presenta un esposto in un momento come questo vuole dire voler ferire l’intero gruppo». Tra le due fazioni bolognesi, i reggiani mostrano di stare dalla parte di Massimo Bugani, il capogruppo M5s in Comune a Bologna, che ha annunciato una querela nei confronti di chi ha presentato l’esposto. «Credo che ora si debba remare tutti nella stessa direzione - spiega Rossella Di Monda – Bologna è una piazza turbolenta, hanno problemi, a differenza nostra che siamo tutti uniti. Non drammatizzerei, ma direi che è il caso di cominciare a pensare alle elezioni». Da parte di Andrea Grizi, «massima fiducia nella magistratura», ma quella di Bologna era «una battaglia annunciata»: «È una vicenda nata da posizioni personali più che da questioni di principi».

«Guarda caso tutte le volte che siamo sotto elezione saltano qualcosa che sembra inficiare il lavoro di chi si sta impegnando con onestà per una sfida in cui crediamo molto – sostiene Gina Lucia Bohne – Bisogna mettere da parte i campanilismi». Posizione diversa, invece, per Fabrizio Todaro, per il quale non esiste nessun caso Bologna: «Le persone che hanno presentato l’esposto sono fuoriuscite dal movimento. Non ci sono due fazioni in lotta, ma è vero che ci sono persone che entrano solo con l’intento di fare carriera». Sulla vicenda anche il capogruppo in Comune, Norberto Vaccari: «Mi infastidisce che qualcuno cerchi ritorsioni. A Bologna ci sono troppi conflitti». (e.spa.)

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