Le Case della carità sono ovunque Lei vive a Sassuolo
Le Case della carità sono nate fra le province di Reggio Emilia e Modena e si sono diffuse in tutto il mondo. La prima fu quella di Fontanaluccia, fondata nel 1941 da don Mario Prandi. Quella di...
Le Case della carità sono nate fra le province di Reggio Emilia e Modena e si sono diffuse in tutto il mondo. La prima fu quella di Fontanaluccia, fondata nel 1941 da don Mario Prandi. Quella di Sassuolo, dove si trova suor Ines Talignani, è la terza, aperta nel 1950. Oggi parroci e vescovi ne hanno richieste un po' ovunque. In Italia ce ne sono 25, tra cui una a Roma, tre a Bologna, una a Parma. Ma vista la vocazione missionaria delle Carmelitane minori della carità, il modello si è esteso in Madagascar, India, Brasile, Rwanda, Albania. A gestire le Case è un'associazione di fedeli che include preti, ma anche laici e famiglie. Le “sorelle” – la parte femminile consacrata che dipende da suor Ines – sono circa 120 nel mondo.
Le Case della carità accolgono chiunque: poveri, disabili, persone sfortunate arrivate da parrocchie, servizi sociali, famiglie. La Casa di Sassuolo è una grandissima famiglia con amici e collaboratori che arrivano in ogni modo e da ogni luogo per pregare, lavare, cucinare e accudire. Vive di aiuti e provvidenza, non c'è nessuno stipendiato. L'unico sostegno economico viene dalle pensioni degli ospiti, quelli che eventualmente ne hanno una, ma anche chi non ce l'ha viene regolarmente accolto.
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