"Mi sono buttato per portare in salvo i bambini"
E' ricoverato in ortopedia il 27enne che si è lanciato dalla finestra per sfuggire al rogo doloso nel palazzo di via Guidelli
REGGIO EMILIA. «La prima cosa che ha detto è: chissà cosa sarebbe successo ai bambini se non fossi stato in casa, mi sono buttato per salvarli». E’ la cugina 25enne di Kumar Jith Rasa, il ragazzo di 27 anni originario dello Sri Lanka in Italia da 4 anni a raccontare quello che è accaduto sabato mattina in via Guidelli, mentre il parente in un letto dell’Ortopedia si sta risvegliando dall’intervento subito per sistemare la frattura al piede.
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«Non si è buttato dalla finestra perché in preda al panico – chiarisce – Mio cugino ha deciso di saltare nel cavedio passando per la finestra perché dalla porta d’ingresso stava entrando in casa un fumo nero che impedieva a lui, a mia zia e ai suoi bambini di 5 e 2 anni di respirare: è stato lui a salvarli». La prima ad accorgersi dell’incendio è stata proprio la donna. «La bambina ha iniziato a piangere svegliandola – prosegue la ragazza – Quando ha aperto gli occhi ha visto che la casa era invasa dal fumo, così ha chiamato Kumar. Il marito era uscito per il lavoro. Lui, che stava dormendo, ha deciso di saltare sulla copertura del negozio: solo lì era possibile trovare aria. Poi si è fatto passare i bambini dalla finestra. Non è stato facile: il più grandicello per la paura si era andato a nascondere e hanno dovuto faticare per convincerlo a mettersi in salvo. Mio cugino con un piede già fratturato ha continuato a muoversi per mettere in salvo i bambini».
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Il giovane ha riportato anche ustioni alle mani: è successo quando ha aperto la finestra che dà sullo stesso pianerottolo in cui è scoppiato l’incendio: l’infisso era incandescente. «A quel punto per fortuna è arrivato un signore, che non sappiamo chi sia, che li ha aiutati a uscire – prosegue la cugina – I miei parenti sono gli unici che sono usciti così: tutti gli altri condomini hanno atteso l’arrivo dei vigili del fuoco, che li hanno fatti passare con la maschera dell’ossigeno».
Tira un sospiro di sollievo la famiglia del giovane. Anche se per lui non è finita: ha le mani coperte fasciature, per colpa delle ustioni riportate. E il trauma al piede richiederà qualche tempo per guarire dopo l’intervento al quale ieri pomeriggio i medici del Santa Maria Nuova lo hanno sottoposto.
«Ma il suo pensiero è stato solo per i bambini. E pensare che ieri mattina avrebbe dovuto uscire verso le 6 per un lavoretto, ma è rimasto a casa. Ce lo chiediamo tutti: cosa sarebbe successo se mia zia e piccoli fossero stati a casa soli? Sicuramente, ora per tutti la situazione sarebbe molto grave» conclude la giovane.
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