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«Province abolite gestire la caccia adesso tocca a noi»

«Province abolite gestire la caccia adesso tocca a noi»

Collagna, Morellini dell’Arcicaccia: «Competenze da affidare alle associazioni venatorie, agricole e ambientaliste aperte»

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COLLAGNA. Tra una serie di possibili cambiamenti che la trasformazione delle Province potrà innescare, molta attesa da parte degli appassionati guarda a quelli del settore venatorio. Lo sottolinea Demos Morellini, presidente della Federazione provinciale Arcicaccia.

«Dopo l’abolizione delle Province così come le abbiamo conosciute, potrebbe diventare realtà l’affidamento alle associazioni venatorie, associazioni Agricole, Atc e associazioni ambientaliste più aperte e meno conservatrici, di parte delle competenze della gestione della caccia anche nella nostra provincia. Un nuovo e ben organizzato coordinamento provinciale degli Atc, infatti, può essere utilizzato per assumere importanti responsabilità che prima erano affidate esclusivamente alle Province, quali la liquidazione dei danni da fauna selvatica, la parte che riguarda i piani di gestione degli ungulati e la sperimentazione di una nuova programmazione della gestione della selvaggina nobile stanziale. Al momento però – spiega Demos Morellini – la Regione Emilia Romagna non si è ancora pronunciata, e in assenza di questa chiarezza vediamo gravi pericoli di confusione istituzionale: vogliamo conoscere con chiarezza i livelli e l’assunzione di responsabilità per una gestione efficiente ed efficace della materia venatoria nella gestione del territorio».

«Crediamo sia indispensabile – prosegue Morellini – avere una stretta e unitaria visione del futuro con tutte le associazioni venatorie, agricole e ambientaliste, in assenza delle quali si rischia una ingovernabilità totale degli Atc e quindi della caccia. Ci faremo promotori della nascita di un tavolo provinciale con il compito di incalzare le istituzioni al fine di avere certezze legislative senza le quali i cacciatori e gli agricoltori avrebbero gravi ripercussioni nella gestione delle loro funzioni».

Sulle attività strettamente venatorie, Morellini conclude: «Per quanto riguarda gli ungulati, il Parlamento con la modifica della legge 157/92 ha reintrodotto la possibilità di praticare la caccia di selezione con la neve, l’utilizzo dei caricatori a cinque colpi nelle carabine semiautomatiche, prima ridotti a due, nella sola caccia al cinghiale. Per il cinghiale chiederemo la possibilità di caccia programmata in braccata con la neve, attività al momento vietata. Auspichiamo che la stagione venatoria da poco iniziata si svolga all’insegna della sicurezza propria e altrui, si rispettino le colture agricole, all’insegna della massima collaborazione con il mondo agricolo, si pratichi l’attività con senso etico e sportivo. Sapremo cosi andare a testa alta da cacciatori e cittadini responsabili nel confronto con i nostri prevenuti detrattori”.

Luca Tondelli

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