Razzìa di rame nella centrale elettrica
Casalgrande: ladri in azione l’altra notte a Salvaterra, dove hanno rubato bobine di cavi. Danni per migliaia di euro
CASALGRANDE. Continua incessante l’attività della “banda del rame” che ormai va “alla fonte” andando a rubare il costoso metallo non solo nei cimiteri o sulle linee ferroviarie, ma anche nelle strutture dove i cavi di rame sono la “materia prima” dell’attività, direttamente nella centrale elettrica, appunto.
L’ennesimo colpo messo a segno dai ladri di rame, infatti, è stato ai danni della centrale elettrica di Terna Reti Italia, a Salvaterra, in via XXV Aprile, dove i malviventi sono riusciti a rubare alcune bobine di cavi di rame del valore di alcune migliaia di euro.
Il colpo è stato messo a segno nella notte tra venerdì e ieri, poco dopo l’1,30, quando è scattato l’allarme presso la Centrale Operativa del Comando Provinciale dei carabinieri di Reggio, collegato con il sistema di sorveglianza della centrale stessa. Ma questa volta non è stato sufficiente a fermare i ladri, come invece era avvenuto l’anno scorso, quando in seguito all’arrivo dei carabinieri, uno dei ladri, un rumeno, fu anche arrestato e successivamente condannato.
Anche l’altra sera la banda di ladri si p probabilmente servita di un furgone o di un camion: prima hanno sfondato parte della recinzione della centrale elettrica di Terna, quindi si sono introdotti all’interno della struttura, prendendo di mira alcune bobine di cavi di rame che avrebbero dovuto essere installati nei prossimi giorni in sostituzione di quelli vecchi su alcune linee elettriche della zona.
E’ probabile che i ladri fossero a conoscenza della presenza di queste bobine di cavi, alquanto costose, e quindi abbiano deciso di agire anche in occasione della serata di Halloween, presumendo forse un allentamento della sorveglianza della zona nel giorno festivo. I ladri, quindi, hanno caricato le bobine sul camion e sono scomparsi nel nulla prima che sul posto arrivassero i carabinieri della Stazione di Casalgrande che hanno curato il sopralluogo di furto alla ricerca di elementi utili per l’identificazione degli autori in ordine al reato di furto aggravato.
Il valore del bottino, ancora in corso di esatta quantificazione, ammonta ad alcune decine di migliaia di euro che i ladri potranno “ricavare” facilmente piazzando il rame sul mercato nero, oggi estremamente remunerativo, visto che si parla di 5-6 euro al chilogrammo. Ovviamente dipende anche dalla compiacenza dei ricettatori che, in molti casi, sono anche aziende disposte a pagare in nero pur di acquistare il rame a prezzi estremamente vantaggiosi. (f.d.)
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