Fabbri: «Oggi Peppone voterebbe Lega»
Il candidato del centrodestra a Brescello attacca Bonaccini: «Dica cosa pensa di Coffrini». In piazza anche il Pd con Mori
BRESCELLO. Nei romanzi di Guareschi e nei film di Duvivier, il sindaco Peppone Bottazzi indossava spesso un fazzolettone rosso al collo. Ieri mattina, in via del tutto eccezionale, la statua che lo ritrae nel centro del paese era invece avvolta in un fazzoletto color verde “padano”. “Merito” dell’arrivo del candidato della Lega Nord alle elezioni regionali, Alan Fabbri, che ha fatto tappa a Brescello in occasione della sua campagna elettorale, proprio nel giorno della fiera di Ognissanti.
Fabbri ha mostrato orgoglioso la foto di Peppone e ha accolto i giornalisti con un quesito provocatorio, inerente proprio il mitico sindaco. «Secondo voi – ha esordito – oggi Peppone, che era un comunista convinto, sarebbe contento di avere un democristiano come Renzi al governo o forse preferirebbe la nostra Lega?». Poi, accolto da alcuni rappresentanti reggiani del Carroccio (tra cui il segretario provinciale, Gianluca Vinci, e Catia Silva, segretaria della Lega Nord brescellese) si è presentato al paese. «La campagna elettorale sta procedendo bene – ha aggiunto – e c’è un forte entusiasmo intorno a noi. Si va verso delle elezioni poco conosciute, molti sono infatti gli elettori che non sono a conoscenza del fatto che si vada al voto. Una situazione creata ad arte dal Pd in quanto si vuol far sapere il meno possibile di ciò che è avvenuto al presidente Errani. I veri comunisti emiliani oggi sono in difficoltà perchè non sanno più chi votare».
Nel corso del suo intervento, Fabbri non ha mancato di accennare alle vicende che recentemente hanno portato Brescello alla ribalta. «Le frasi del sindaco su Grande Aracri – ha detto – sono state di cattivo gusto e moralmente inaccettabili. Bonaccini ci dica che cosa ne pensa. Purtroppo è un dato di fatto che in Emilia, soprattutto nelle province di Reggio e Modena, imperversi una mafia che arriva da fuori. Situazioni di assenza totale dello Stato e che portano persone come Catia Silva a dover vivere con la scorta». Dall'altro lato della piazza – a poche decine di metri in linea d'aria – anche il Pd ha sfruttato la splendida giornata e la grande affluenza alla fiera per fare volantinaggio e mischiarsi tra gli elettori. Ospiti della giornata, l’onorevole Maino Marchi e Roberta Mori, candidata consigliera alle prossime regionali. Un’occasione nella quale hanno voluto dimostrare fiducia e appoggio nei confronti del sindaco Marcello Coffrini, dopo le polemiche che lo hanno investito nelle scorse settimane in seguito al “caso Grande Aracri”.
«La presenza – ha spiegato la Mori – è un segnale di vicinanza alla comunità, nei momenti belli ma anche in quelli difficili. A tal proposito, è giusto ribadire una lotta senza quartiere alle mafie e a chi inquina i nostri territori ricchi di relazioni, una lotta che sia in grado di non far entrare nessun elemento pericoloso dall'esterno». Insieme a loro, una folta rappresentanza dell'amministrazione comunale, con in prima fila il primo cittadino e il segretario del Pd brescellese Gabriele Gemma.
Andrea Vaccari
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