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Sanità, in arrivo un maxi fondo da 30 milioni di euro

Sanità, in arrivo un maxi fondo da 30 milioni di euro

Quasi 18 milioni all'Ausl e 12,3 milioni all'azienda ospedaliera. I soldi servirano per stabilizzare il personale e ridurre le liste di attesa

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REGGIO EMILIA. Fondi milionari arrivano in soccorso al sistema sanitario di Reggio Emilia: quasi 18 milioni all'Ausl e 12,3 milioni all'azienda ospedaliera. Lo aveva annunciato in un dibattito alla festa dell'Unità di Bologna lo scorso 20 settembre. «Abbiamo un avanzo di 200 milioni- disse dal palco l'assessore regionale alla sanità, il reggiano Carlo Lusenti- useremo questo margine per la stabilizzazione del personale, interventi tecnologici e per ridurre le liste d'attesa». Oggi, dalle intenzioni si passa ai fatti.

La giunta Errani ha infatti approvato la delibera che stanzia 220 milioni di euro come completamento della programmazione sanitaria regionale 2014. Si tratta di 180 milioni incassati dall'Emilia-Romagna grazie all'aumento del fondo sanitario nazionale, a cui si aggiungono 42,5 milioni di euro dal cosiddetto payback farmaceutico ospedaliero 2013. Per quanto riguarda la riduzione dei tempi d'attesa, promessa anche dal candidato pd stefano bonaccini, saranno investiti 15 milioni di euro per «aumentare le prestazioni», sia nel pubblico sia nel privato accreditato, e per «ampliare l'accessibilità da parte dei cittadini con l'allargamento delle fasce orarie e dei giorni di attività, prefestivi e festivi diurni».

Ma il grosso dell'investimento, la regione lo farà sul personale e sulle strutture. «Già a partire da novembre- si spiega da viale Aldo Moro- le aziende sanitarie potranno procedere alla trasformazione dei contratti a tempo determinato in tempo indeterminato per un totale di circa 1.000 posti». La stabilizzazione riguarderà «personale medico, infermieristico, tecnico sanitario e operatori tecnici addetti all'assistenza». Ma la regione ha anche l'intenzione di «avviare una ricognizione dei rapporti di lavoro atipico del personale di assistenza, al fine di superare gradualmente le forme di precariato attualmente esistenti nella sanità regionale».

Una parte del "tesoretto" la Regione lo destinerà alle Ausl e alle aziende ospedaliere anche «per finanziare progetti già previsti dai piani aziendali. Si tratta di investimenti per migliorare la sicurezza e l'accoglienza, ammodernare gli edifici e le attrezzature tecnologiche». Tra investimenti e personale, vengono messi sul piatto: 17,5 milioni all'ausl di Piacenza; a Parma, oltre nove milioni all'Ausl di Parma e 11,8 milioni al policlinico; a Reggio Emilia, quasi 18 milioni all'Ausl e 12,3 milioni all'azienda ospedaliera; a Modena quasi 31 milioni all'Ausl e 9,5 milioni al policlinico; a Bologna 26,6 milioni all'Ausl, 14,2 milioni al Sant'Orsola e 758.000 euro all'istituto ortopedico Rizzoli; 7,3 milioni all'Ausl di Imola; a Ferrara 5,5 milioni all'Ausl e 13,6 milioni all'azienda ospedaliera universitaria; in Romagna 42,6 milioni all'Ausl unica e 634.000 euro per l'Irst di Meldola.

Con la delibera approvata oggi dalla giunta, la Regione ha individuato anche alcuni interventi ritenuti di interesse prioritario: day hospital oncologico al policlinico di Parma (cinque milioni di euro); cofinanziamento per il dipartimento integrato materno infantile del policlinico di Modena (16 milioni di euro); adeguamento strutturale e ammodernamento tecnologico dell'Ausl di Bologna (sette milioni di euro); riqualificazione dei padiglioni 4 e 5 del Sant'Orsola di Bologna (sette milioni di euro), a cui si aggiunge un centro di alta formazione medica ("learning house") con tecnologie avanzate; ampliamento dell'ospedale dell'Ausl di Imola (3,5 milioni di euro); secondo stralcio del piano di informatizzazione dell'Ausl della Romagna (quattro milioni di euro)

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