La Concordia “ripulita” da un’azienda reggiana
Le operazioni di trasporto delle migliaia di tonnellate di rifiuti dureranno tre anni. Saranno effettuate dalla ditta Vecchi-Zironi che si è aggiudicata l’appalto
REGGIO EMILIA. Una parte importante nelle lunghe operazioni di smantellamento della nave Concordia (che oggi ha restituito i resti dell'ultimo disperso) è made in Reggio. Le operazioni trasporto delle migliaia di tonnellate di rifiuti e di materiale di ogni genere (comprese le tonnellate di liquidi ancora presenti nello scafo) e che dureranno circa tre anni, saranno effettuate dalla ditta Trasporti Vecchi-Zironi per conto del Consorzio Ship Recycling, di cui fa parte la ditta Saipem di Genova che ha vinto l'appalto per lo smantellamento della nave della Costa crociere.
La Trasporti Vecchi-Zironi, presieduta da Carlo Vecchi, ha sede a Reggio in via Marsilio da Padova e metterà a disposizione tecnologie, uomini e mezzi per il trasporto di tutti i rifiuti e i materiali provenienti dal relitto. «Da qualche mese - spiega il direttore commerciale Gino Braglia - sono già iniziati i lavori per alleggerire il relitto, oggi ancora sommerso per 18 metri e ormeggiato all'esterno del porto di Voltri. Una cantiere nel quale operano ora una trentina di persone».
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L'azienda di trasporti nata un'ottantina di anni fa a Reggio, conta oltre cinquanta dipendenti ed è attiva nel settore dei trasporti nazionali e internazionali. E aggiunge Gino Braglia: «Da una decina d'anni si è specializzata anche nelle operazioni di smaltimento di rifiuti liquidi e solidi. Gli stessi materiali che arriveranno dalle operazioni di bonifica in un cantiere che durerà dai due ai tre anni».
«I lavori sono iniziati a luglio e sono previste tre fasi - spiega il direttore commerciale -. La prima fase in atto, prevede un alleggerimento dello scafo e durerà fino a marzo 2015. In questa fase è partito anche il recupero e lo smaltimento di tendaggi, legno e moquette, delle cabine, poi seguiranno le operazioni per far entrare il relitto in bacino e infine inizierà la fase di smantellamento vero e proprio dello scafo».
«Complessivamente - conclude Gino Braglia - dovremo trasportare non meno di 100mila tonnellate di materiale e serviranno almeno tremila viaggi. Una parte dei materiali finirà in discarica o in impianti di recupero, mentre altre parti come le lamiere e i materiali ferrosi finiranno in alcune aziende del Bresciano e del Cremonese. Tutti i trasporti avverranno entro un area di circa 200 chilometri da Genova. La nostra specializzazione è quella del trasporto di rifiuti liquidi in cisterna e solidi con mezzi centinati. Questo della Concordia è certamente un appalto di prestigio, ma da anni lavoriamo per ditte del settore petrolchimico e con diverse aziende municipalizzate per il trasporto di liquidi e solidi pericolosi. Trasporti che richiedono capacità tecniche e mezzi specifici».
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