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Lavoratore malato licenziato Il sindaco pronto ad aiutarlo

BRESCELLO. Il sindaco Marcello Coffrini si è dichiarato disponibile a incontrare il lavoratore della ditta di Brescello, licenziato per malattia e limiti di comporto. «Non conosco la vicenda del...

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BRESCELLO. Il sindaco Marcello Coffrini si è dichiarato disponibile a incontrare il lavoratore della ditta di Brescello, licenziato per malattia e limiti di comporto.

«Non conosco la vicenda del lavoratore (il reggiano Christian Guida, ndr) ma sono disponibile fin d’ora a incontrarlo per conoscere la sua situazione e a mettermi in contatto con l’azienda per un tentativo di mediazione. Ho già avuto modo in passato, per i buoni rapporti con le aziende del territorio, di provare, dove è possibile, a risolvere problematiche inerenti il mondo del lavoro. Non prometto nulla ma mi posso impegnare».

Cristian, 29 anni e con una figlia di 6, da settembre 2013 non è più stato in grado di tornare sul proprio posto di lavoro per una patologia che lo ha costretto a continue sedute di chemioterapia, analisi e somministrazione di farmaci. Per questo lavoratore la malattia è diventata causa di licenziamento. L’ipotesi della malattia come causa di licenziamento per impossibilità sopravvenuta della prestazione (giustificato motivo oggettivo) è contemplata nell’articolo 2110 del codice civile, in particolare è previsto che il datore di lavoro possa recedere dal rapporto di lavoro qualora il dipendente, a causa della malattia, si assenti per un periodo superiore a quello “stabilito dalla legge, dagli usi o secondo equità” (limite di comporto). Si definisce limite di comporto secco quando il licenziamento è causato da un’unica malattia oppure limite di comporto frazionato quando il licenziamento è generato da una serie di malattie in un arco temporale. Normalmente i due limiti vengono determinati dal Ccnl del singolo rapporto di lavoro e categoria.

La direzione dell’azienda ha ritenuto che questo limite sia stato superato.

La Fiom Cgil che si è presa cura del caso, ha chiesto all’azienda di specificare i giorni di assenza del lavoratore licenziato per malattia. I conteggi sono tuttora in atto. (m.p.)

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