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Lite in azienda: 21 licenziamenti

Lite in azienda: 21 licenziamenti

Tensione alla "Mazzoni e Bizzaglia". La proposta della mobilità è stata ritirata dopo un incontro in Prefettura. Oggi a decidere sarà l'amministratore delegato

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GATTATICO. Stato di agitazione alla “Mazzoni e Bizzaglia”, impresa di facchinaggio ed autotrasporti con sede in via dell’Industria a Gattatico. Ieri i lavoratori sono scesi in sciopero per contrastare la decisione della direzione aziendale di licenziare 21 addetti. Non sono mancati momenti di tensione, come il tentativo da parte di due sindacalisti della Filt-Cgil di Reggio Emilia che si erano recati sul posto per parlare con alcuni lavoratori e che poi sono stati mandati via a male parole.

Intorno alle 12.30, Simone Carpeggiani coordinatore del sindacato S.I. Cobas di Bologna, con una delegazione di lavoratori sono stati ricevuti dal vice-prefetto Adriana Cogode, a Reggio Emilia, che ha svolto un’opera di mediazione con i rappresentanti della ditta “Mazzoni e Bizzaglia”.

Dopo aver atteso un po' di tempo nella “sala rossa” della prefettura, al sindacalista e alla delegazione è stato comunicato che «i licenziamenti sono stati ritirati».
Oggi, comunque sindacato e lavoratori, cercheranno di mettere nero su bianco l’intesa verbale con l’Ad dell'azienda di facchinaggio e trasporti che arriverà da Roma.
Alla “Mazzoni e Bizzaglia” nata nel 2008 subito dopo la chiusura della cooperativa “Euroservice 2000”, lavorano 34 addetti a tempo indeterminato tutti iscritti al S.I. Cobas e 35 persone a tempo determinato. La decisione di licenziare 21 lavoratori da parte della direzione aziendale, è stato l'epilogo di uno screzio avvenuto sulle linee di produzione qualche settimana fa.

Un lavoratore che stava operando ad una macchina era stato ripreso da un capo reparto perchè “andava troppo piano”. Tra i due è nato un alterco e il capo reparto ha gridato al lavoratore di “prendere su la sua roba e di andarsene” e che “non avrebbe mai più messo piede in azienda”.

La vivace discussione è stata sentita dai compagni di lavoro dell’operaio redarguito e per manifestargli la loro solidarietà sono scesi immediatamente in sciopero per un’ora e mezza. La cosa non è stata gradita dall’azienda che ha inviato a 21 lavoratori una lettera di contestazione addebiti per “abbandono ingiustificato del posto di lavoro”. In più alcuni lavoratori che erano scesi in sciopero erano stati spostati dal loro abituale posto di lavoro per mansioni di pulizia.«Una provocazione – hanno detto le rsu – con il solo scopo di spazientirci e mettere in grado l'azienda di prendere provvedimenti disciplinari a nostro carico».

Giovedì 30 ottobre, Carpeggiani, coordinatore dei S.I Cobas ha incontrato la direzione aziendale per “giustificare” il comportamento dei lavoratori a rischio licenziamento. Ma l’azienda è andata avanti per la sua strada e, non ritenendo sufficienti le motivazioni del sindacato, ha deciso di dare il via ai licenziamenti. Da qui lo sciopero di ieri con picchetto davanti all’azienda.

Durante l’agitazione sono stai bloccati tutti i camion in entrata e in uscita. La direzione ha poi convocato sindacalista e la rsu per proporre il licenziamento di “soli” 10 lavoratori sui 21 previsti. Proposta giudicata da Carpeggiani del S.I. Cobas “inaccettabile”.

In tarda mattinata c’è stato poi l’incontro con il prefetto di Reggio.
Per il momento i 21 licenziamenti sono stati ritirati «Abbiamo raggiunto una buona intesa – ha detto Simone Carpeggiani – Domani (oggi per chi legge ndr) avremo un incontro con l’ad della “Mazzoni e Bizzaglia” che arriva da Roma. Oltre al ritiro dei licenziamenti chiederemo una sorta di pax sociale: basta discriminazioni e basta spostamenti ingiustificati di personale».
 

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