Niente bus nei festivi, scoppia la protesta
Soppresse le corse domenicali della linea 10, che da via Portella arriva a Gavassa
REGGIO EMILIA. Continuano a piovere lamentele per le carenze del trasporto pubblico. Il quaderno di doglianze compilato sui social network s'arricchisce ora con le proteste per la soppressione delle corse festive sulla linea 10, che dal capolinea di via Portella delle Ginestre percorre via della Canalina, via Cecati, viale Timavo, via Makallè, viale Regina Margherita, via Adua e, dopo avere toccato il deposito di Seta in via del Chionso, passa per via dell'Aeronautica e termina alla chiesa di Gavassa. Nei giorni feriali vi sono quattro corse ogni ora. Alla domenica e negli altri giorni festivi, invece, non ve n'è manco una. I messaggi pubblicati su Facebook segnalano che l'assenza del servizio colpisce, in particolare, un'utenza particolarmente debole: i poveri che affollano la mensa della Caritas in via dell'Aeronautica e gli abitanti delle case popolari di via Compagnoni e via Bergonzi. Tuttavia la soppressione delle corse festive non è una novità. L'Agenzia della mobilità le abolì due anni fa. Nel 2012, infatti, si doveva attuare il collegamento con la nuova stazione mediopadana dell'alta velocità. A tale scopo fu prolungato il percorso della linea 5, ma, mancando le risorse supplementari, i chilometri aggiunti dovevano essere compensati con il taglio di un'altra linea. Fu scelta la soppressione delle corse festive della linea 10, che erano utilizzate da pochissimi passeggeri. Fra quei pochi c'erano anche alcuni frequentatori della mensa della Caritas, che da metà giugno a metà settembre funziona sette giorni alla settimana, servendo il pranzo e fornendo una borsina per la cena. Nel resto dell'anno, quindi anche in questo periodo di novembre, nei giorni feriali è attiva la mensa del Vescovo, in via del Vescovado. La mensa della Caritas, invece, è aperta soltanto al sabato e alla domenica. «Alla domenica - riferisce il diacono Isacco Rinaldi, vicedirettore della Caritas - serviamo circa 150 pasti, dieci in meno rispetto a quelli del sabato. Le persone che la frequentano arrivano in via dell'Aeronautica a piedi o in bicicletta. Al sabato si servono anche dell'autobus. Tuttavia non ci sono giunte grandi lamentele per la soppressione delle corse festive. A parte quelli che hanno un'età avanzata, i poveri sono abituati a spostarsi con le proprie gambe». (l.s.)
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