Gazzetta di Reggio

Reggio

«A casa di Delrio non c’è nulla di buono»

di Evaristo Sparvieri
«A casa di Delrio non c’è nulla di buono»

Giulia Gibertoni, candidata M5s alle Regionali, presenta la lista dei reggiani: «È ora di interrompere questa filiera di potere»

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REGGIO EMILIA. «Una buona pratica reggiana che porterei in Regione? Poco... a Reggio hanno avuto anche Delrio». L’attacco arriva alla fine, a margine della presentazione della lista. E sono proprio i sei candidati reggiani che, interpellati, suggeriscono a Giulia Gibertoni il sistema di biblioteche. Ma la candidata M5s in corsa per la presidenza della Regione non molla: «L’unica cosa che funziona sono le biblioteche – dice – Ma non abbastanza. Quindi partiamo dalle biblioteche di Reggio per fare molto meglio».

Ad ascoltarla, Gianluca Sassi, Paola Cardelli, Rosa Di Monda, Fabrizio Todaro e Andrea Grizi. Insieme a Gina Lucia Bonhe, ieri assente, sono questi i sei “grillini” reggiani in corsa per viale Aldo Moro. La presentazione è avvenuta alla libreria Ariosto, in piazza della Vittoria. Ed è da qui che Gibertoni ha esordito ricordando perché il prossimo 23 novembre si andrà alle urne. «Si va a elezioni anticipate per la condanna di Errani – afferma la candidata M5s – Immaginiamo che esista un territorio governato ininterrottamente dalla stessa forza politica, abituata a non rendere conto a nessuno e a governare in modo ereditario. Bisogna interrompere questa filiera per portare mentalità diverse ed energie nuove». Nel programma, alcuni temi da sempre cari al M5s. Come lo stop al consumo di suolo, la partecipazione, la trasparenza, la riduzione dei costi della politica, la difesa dei beni comuni, il reddito di cittadinanza, su base regionale. Ma anche un’attenzione alla sanità pubblica, al rilancio dei centri dell’impiego e del sistema delle Pmi: «Il taglio dell’Irap per chi assume, per i giovani, per le zone montane e quelle terremotate: il M5s propone, ma il Pd e anche Forza Italia votano no. A Bologna come a Roma».

Non manca una rivoluzione sul versante rifiuti, che mette nel mirino multiutility come Iren ed Hera: «La prima cosa da fare è separare chi gestisce la raccolta da chi gestisce lo smaltimento, altrimenti ci sarà sempre conflitto di interessi», affermano i candidati. Obiettivi da raggiungere proprio mentre il M5s emiliano vive uno dei periodi più travagliati, tra sospensioni ed espulsioni, ricorsi e querele, in una guerra fratricida che appare senza esclusione di colpi.

«Siamo gli unici che non hanno in lista indagati - ricorda Gibertoni – Ci siamo dati un requisito stringente e coerente. Abbiamo poche regole, magari dure, che però vanno rispettate. In un territorio in cui si perdona addirittura un ex governatore condannato, al quale adesso sembra gli sia stato offerto un posto a Roma, credo che sia arrivato il momento di rispettare le regole».

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