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«Allarme nutrie, flagello per gli agricoltori»

«Allarme nutrie, flagello per gli agricoltori»

Correggio, la Confagricoltura sul rimborso dei danni e sulle competenze ora passate ai Comuni

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CORREGGIO. E’ allarme per l’invasione delle nutrie in tutta la Bassa, e la Confagricoltura provinciale chiede che siano firmate le ordinanze per mettere sotto controllo la diffusione di questi roditori, diventati un vero flagello per l’agricoltura.

La zona della provincia di Reggio con la maggiore incidenza di danni da nutrie per centinaia di migliaia di euro è la bassa Reggiana, nelle terre della bonifica dove è presente una capillare rete di canali irrigui e di scolo.

«Il problema delle nutrie interessa direttamente gli agricoltori: primi effetti della presenza delle nutrie – spiega la Confagricoltura – sono i danni diretti alle colture. Gli animali di stazza notevole, gli esemplari vanno dai 40 ai 60 cm e pesano 7-10 kg, sono vegetariani e si nutrono anche volentieri delle colture agrarie: medica, grano, mais e barbabietole, negli ultimi anni si avventurano molto spesso nel pieno dei campi coltivati».

Animali molto prolifici (2/3 cucciolate all’anno con una media di 15 piccoli), in presenza di cibo abbondante e assenza di predatori, le famiglie diventano sempre più numerose. Danni che interessano poi le canalizzazioni di scolo ed irrigue. Lungo i corsi d’acqua le nutrie vivono e scavano le tane nelle rive dei canali; queste tane sono formate da lunghi cunicoli di diametro 30/40 cm che proseguono dalle rive fin sotto le capezzagne dei campi. Questo causa due effetti: l’erosione delle rive e allargamento dei canali con l’esposizione dei manufatti delle chiuse e dei ponti e il rischio di sfondamento delle capezzagne al passaggio dei mezzi agricoli pesanti.

Confagricoltura, quindi, rinnova con vigore l’appello ai Comuni, gli unici enti autorizzati a «predisporre un’azione di contrasto mirata attraverso una specifica ordinanza» come cita la nuova legge nazionale 116/2014, entrata in vigore lo scorso 21 agosto.

La normativa vigente ha infatti escluso le nutrie dalla fauna selvatica. Di conseguenza sono decadute le competenze delle Province, sul contenimento della proliferazione della nutria, e della Regione, in tema di risarcimento dei danni alle aziende agricole.

«Dopo l’iniziativa politica tesa a risolvere questo flagello – ricorda il presidente Lorenzo Melioli – non è arrivato l’adeguato provvedimento legislativo e questo ha impedito l’attuazione dei piani di controllo che ora passa ai singoli Comuni».

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