«Chiedeva aiuto nel cuore della notte»
La testimonianza della famiglia di Campo dell’Oppio che ha accolto il giovane dopo l’incidente
CARPINETI. Hanno passato una notte movimentata, e peggio sono stati quando hanno saputo quello che era successo, i componenti della famiglia carpinetana che lunedì notte sono stati svegliati dal 20enne reggiano in cerca di aiuto.
Marito, moglie e un figlio adolescente vivono in una delle case di Campo dell’Oppio, la borgata della zona di Marola a fianco di via Monte Portola, l’ex tracciato della statale 63 su cui si è interrotta la folle corsa del sequestratore e con la sua vittima. L’automobile infatti è uscita di strada a poca distanza da Campo dell’Oppio, non lontano dalla sede della conosciutissima fabbrica di biscotti Cabrioni.
Il 20enne in fuga dal suo aguzzino, ha cercato aiuto nel gruppo di abitazioni più vicino. Il campanello suonato a ripetizione, urla e colpi sulla porta, per richiamare l’attenzione dei padroni di casa, che a quell’ora dormivano: così la famiglia si è trovata davanti un ragazzo spaventato e insanguinato, che chiedeva aiuto. Il giovane è subito stato fatto entrare in casa, poi hanno chiuso gli ingressi e hanno chiamato carabinieri e soccorsi.
Ieri pomeriggio a Campo dell’Oppio non c’erano più tracce dell’accaduto, ma il ricordo resta vivissimo.
«Ho visto i miei famigliari in mattinata: mio nipote era pallidissimo, molto provato, sia dalla mancanza di sonno che da quello che era successo. Non è stata certa una notte tranquilla per loro, fra l’altro non sapevano ancora se il rapitore fosse stato catturato o meno, e i dettagli raccontati dal ragazzo che ha bussato sono terrificanti» racconta un parente dei soccorritori del 20enne.
Solo al mattino, infatti, gli altri residenti della zona hanno saputo cosa fosse successo e sino al pomeriggio, anche nella vicina Marola, non si conoscenva i dettagli dell’accaduto. «Qualcuno ha detto di aver visto passare i carabinieri nella notte, ma non si sapeva nulla di più. La famiglia di Campo dell’Oppio è stata coraggiosa, ma di sicuro non li invidiamo, non deve essere stata una situazione facile da gestire, oltretutto nel cuore della notte – commentano alcuni abitanti di Marola – Più vengono fuori i dettagli più sembra una storia da film, da metropoli, non da Reggio Emilia».
Adriano Arati
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
