Gazzetta di Reggio

Reggio

ZONA STAZIONE

Due arresti della polizia grazie ai residenti

di Enrico Lorenzo Tidona
Due arresti della polizia grazie ai residenti

Scoperta casa da gioco clandestina in Piazzale Marconi. Pregiudicato trovato in via Paradisi. «Tutto merito degli esposti»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Dieci giorni fa 150 abitanti che risiedono in zona stazione hanno affollato un incontro pubblico sulla sicurezza indetto dalla questura. Segno dell’allerta sul tema da parte della cittadinanza, sfibrata dall’alto tasso di illegalità denunciata a più riprese anche dal comitato cittadino Reggio est. L’avvio della collaborazione ha portato in queste ore a due risultati utili, seguiti ad esposti mirati effettuati da chi, vivendo in quell’area, conosce perfettamente dove possono annidarsi situazioni sospette con potenziali legami con il malaffare.

GIOCO D’AZZARDO E SESSO. La collaborazione tra cittadini e polizia «si dimostra, ancora una volta necessaria per un proficuo intervento volto al miglioramento della sicurezza pubblica» è il commento della questura, alla quale è giunto un “suggerimento” rivelatosi subito fondato.

Gli agenti hanno effettuato infatti un controllo in un appartamento che si affaccia su Piazzale Marconi, sulla base dell’esposto presentato da un cittadino, che aveva notato da tempo uno strano via vai all’interno dell'abitazione. Secondo quanto rivelato dal residente, nella casa c’era una casa da gioco clandestina gestita e frequentata da cinesi. Fatto acclarato non appena aperto l’uscio, dietro il quale sono stati trovati i tipici tavoli da gioco con tessere in voga in oriente e due giovani con precedenti per prostituzione.

Ma nell’appartamento c’era ben di più. In un angolo era stato allestito una sorta di postribolo, vicino al quale c’erano anche diversi posti letto e addirittura un cuoco che preparava i pasti per gli avventori. In tutto sono state identificate 15 persone, tutte di origine cinese, di cui quattro irregolari affidati all’ufficio immigrazione. Tre di loro, padre madre e figlio, erano lì per concedersi una serata di svago nella bisca clandestina.

Tra i fermati c’è inoltre una donna di 52 anni, maitresse risultata latitante dopo un ordine di custodia in carcere emesso dal tribunale di Rimini in materia di sfruttamento della prostituzione. Per lei sono scattate le manette. Sono in corso le indagini per verificare la regolarità della coppia che conduceva e gestiva la casa.

IL RIFUGIO DEL RAPINATORE. Un’altra zona calda resta via Paradisi, dalla quale sono state raccolte altre preziose segnalazioni. Gli agenti della questura hanno svolto un’indagine in un appartamento indicato dai residenti, dentro al quale è stato trovato e poi arrestato un pregiudicato albanese di 39 anni, che aveva fornito false generalità.

Un approfondimento ha portato alla scoperta della sua vera identità. Si tratta infatti di Trifan Hamiti, clandestino e senza fissa dimora, con precedenti per rapina a ricettazione, sul quale pende un decreto di esecuzione di carcerazione emesso dalla procura di Genova della durata di 1 anno e 4 mesi. L’uomo, inoltre, era stato arrestato a Reggio lo scorso febbraio in seguito ad un tentato furto compiuto in una casa mentre i proprietari erano coricati a letto. Anche per lui si sono aperte le porte del carcere. Nell’appartamento c’era anche un connazionale senza precedenti, che ha dichiarato di essere lì a titolo gratuito. Il proprietario, che ha un debito di 12mila euro relativo alle spese di condominio, risulta irrintracciabile da tempo.

CITTADINI VEDETTE. «Sappiamo che c’è un alto tasso di illegalità e il posto di polizia di via Turri è un presidio importante insieme ai pattugliamenti costanti dei nostri agenti - spiega il questore vicario Cesare Capocasa - Ma le segnalazioni dei residenti sono estremamente efficaci. Grazie a loro siamo in grado di sapere qual è, ad esempio, l’interno del palazzo che bisogna controllare. Un legame sociale tra noi e i cittadini sul quale crediamo molto. Gli arresti di questi giorni sono un esempio concreto. Per questo stiamo collaborando con i comitati. Il cittadino deve sentirsi sicuro di vivere in libertà e il malvivente insicuro. Non il contrario».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google