Gazzetta di Reggio

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Formazione, stop ai fondi nel 2014 bloccati 4 milioni

di Enrico Lorenzo Tidona
Formazione, stop ai fondi nel 2014 bloccati 4 milioni

Manca l’accordo tra Stato e Regioni per i finanziamenti europei 2014-2020 La Provincia ha ridotto i bandi destinati alla riqualificazione dei disoccupati

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REGGIO EMILIA. Le Province non hanno ricevuto per l’anno 2014 i fondi relativi all’Fse (Fondo sociale europeo) per la realizzazione della formazione professionale. Questo perché non si è ancora concluso l’iter per l’approvazione dei documenti necessario all’avvio della nuova programmazione. Un ritardo che a Reggio ha fatto mancare finora all’appello qualcosa come 4 milioni di euro nel 2014. Soldi che dovevano essere assegnati a una ventina di enti di formazione dalla Provincia tramite bandi a sostegno dei corsi di perfezionamento professionale e riqualificazione anche a beneficio di disoccupati e dei lavoratori espulsi a causa delle crisi.

Il mancato accordo tra Stato e Regioni ha congelato in Italia fondi per 71 miliardi di euro, che dovrebbero coprire il periodo 2014-2020, suddivisi poi per ciascun territorio. «Siamo a fine ottobre e non siamo ancora potuti partire con questo processo di programmazione» è stata la rimostranza uscita pochi giorni dalla bocca di Cristina Balboni, dirigente regionale per la formazione e il lavoro, intervenuta all’incontro sul tema avvenuto in Regione. «Abbiamo ancora un accordo di partenariato nazionale che ricordo mette in moto in Italia oltre 71 miliardi di euro. Fate il conto di quanto può essere per anno e fate il conto di quanto possono essere le risorse che potevano essere messe a disposizione del nostro territorio e non lo sono state e per una Regione come l’Emilia Romagna, che è abituata a spendere e a utilizzare i finanziamenti negli anni di programmazione, questa considerazione è particolarmente penalizzante. Abbiamo perso il 2014, a noi non sembra una cosa positiva. Stiamo cercando in tutti i modi di accelerare l’approvazione del nostro programma, ma è evidente che finché nella sequenza l’accordo di partenariato non è chiuso, anche i programmi non possono entrare in quel circolo di decisione comunitaria che comunque abbisogna di tempi e dunque non siamo ancora partiti. Auspichiamo di poter avere il programma approvato entro dicembre, ma è ancora una visione molto ottimistica che ci stiamo dando».

Ad essere messo in crisi è tutto il sistema degli enti di formazione, che necessita di tali risorse. Tra le realtà più attive c’è Fondimpresa, fondo paritetico interprofessionale per la formazione costituito da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil. Nel 2013 ha organizzato corsi aziendali, svolti nella sede dell’impresa, e interaziendali, in modalità voucher, svolti presso gli enti di formazione.Attraverso i finanziamenti è stato possibile erogare 127.092 ore di formazione a 8.385 lavoratori, provenienti da 182 aziende. Le imprese che hanno aderito al progetto sono state 1.144, con organici fino a 1.100 dipendenti, e una distribuzione equilibrata tra micro (11,3%), piccole (33,3%), medie (42,4%) e grandi (13,0%).

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