Montefalcone, scarcerati i due ladri di rame
San Polo: entrambi incensurati, saranno processati fra una settimana. Danneggiato l’edificio storico
SAN POLO. Non sono più in carcere i due ladri di rame che stavano facendo razzia di grondaie addirittura nell’ex convento francescano di Montefalcone quando sabato in tarda mattinata sono stati bloccati dai carabinieri.
In tribunale a Reggio – davanti al giudice Alessandra Cardarelli – i cugini cutresi Luigi e Armando Lerose (difesi dall’avvocato Piero Fornaciari) non hanno potuto far altro che ammettere i fatti. Il pm Luisa Serranti ha chiesto l’obbligo di firma per i due indagati, ma il giudice ha ritenuto di non applicare misure restrittive visto che i Lerose sono entrambi incensurati: saranno processati per tentato furto e danneggiamento aggravato fra una settimana.
I carabinieri erano stati stati allertati – sabato – da un cittadino che aveva notato movimenti sospetti nell'ex monastero. Una volta arrivati, i militari vedevano, all'imbocco della stradina che porta all'edificio, un furgone Fiat Iveco. Dopo aver ostruito l'eventuale fuga parcheggiando l'auto di servizio a ridosso del furgone, i militari si erano avvicinati sentendo forti rumori giungere dall'edificio. A quel punto entravano per raggiungere il secondo piano dove, grazie ad una finestra, avevano modo di notare, sul tetto, due giovani muniti di una mazzetta in ferro e di una tronchese di grosse dimensioni, intenti a staccare le grondaie. Per farlo, avevano frantumato centinaia di coppi antichi posti a protezione del tetto. I due giovani erano stati invitati a raggiungere i carabinieri, facendo attenzione a non scivolare dal tetto, quindi sono stati identificati.
Il sopralluogo all'esterno della struttura aveva poi consentito ai carabinieri di accertare che i due avevano già staccato diverse grondaie in rame, collocate sul lato posteriore dell'immobile, dopo essere stata lanciate dal tetto.(t.s.)
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