Pd, i candidati si spaccano sulle “pagelle” al governo
REGGIO EMILIA. Enrico Berlinguer e papà Cervi per Andrea Rossi; per Ivan Malavasi ancora Berlinguer ma anche Martin Luther King e Nelson Mandela; per Fabrizio Benati il prof. Semeraro, tutor della...
REGGIO EMILIA. Enrico Berlinguer e papà Cervi per Andrea Rossi; per Ivan Malavasi ancora Berlinguer ma anche Martin Luther King e Nelson Mandela; per Fabrizio Benati il prof. Semeraro, tutor della propria tesi di dottorato; per Roberta Mori, invece, Nilde Jotti e la pittrice Artimisia Gentileschi; per Silvia Prodi le scrittrici Simone Weil e Simone de Beauvoir oltre a Sandro Pertini; per Ottavia Soncini Giuseppe Dossetti, Giorgio La Pira, Giovanni Falcone e lo zio, il partigiano “Azor”. Sono le figure di riferimento dei 6 candidati reggiani del Pd, lunedì sera alla Sala Civica di Albinea per la prima uscita ufficiale al gran completo. Un folto pubblico ha affollato la sala per ascoltare programmi e storie personali dei candidati, senza dimenticare un giudizio sul governo Renzi, sulla legislatura Errani in Regione.
Quasi tutti concordi, i sei candidati, sulla passata gestione Errani, considerata positiva seppur funestata dalla grave crisi economica; punti di eccellenza, ad esempio, la lotta alla disoccupazione per Malavasi, l'aver abolito i vitalizi per Silvia Prodi, la grande attenzione ai diritti di genere per Mori e quella al sociale, all’educazione e alla disabilità per Soncini; per Benati eccellente il comportamento nel post-terremoto, per Rossi, infine, molto proficuo il lavoro di progettazione sulle infrastrutture. Diverse invece le posizioni sull’operato del Governo. «Abbiamo un grande leader come Renzi e siamo un grande partito, questa è un'occasione storica per cambiare l'Italia», ha detto Andrea Rossi; su questa linea anche Ottavia Soncini: «Finalmente un governo che tira dritto, un governo giovane e competente». Più sfumati Malavasi e Mori: per entrambi ci sono alcune criticità su cui lavorare, ma anche per loro due il 40,8% ottenuto alle Europee deve rimanere un punto di partenza. Assai critici Benati e Prodi: per il primo «questo è un governo anomalo»; per la seconda «io ero in piazza con la Cgil mentre Renzi era alla Leopolda. Ciò dimostra la distanza che corre fra le mie e le sue posizioni».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
