Sabbia non pagata all’azienda Bacchi: Silipo viene assolto
REGGIO EMILIA. E’ in carcere da aprile con accuse pesantissime (usura, estorsione, maxi “giro” di false fatture) legate ad importanti inchieste, ma ieri l’imprenditore edile – difeso dai legali...
REGGIO EMILIA. E’ in carcere da aprile con accuse pesantissime (usura, estorsione, maxi “giro” di false fatture) legate ad importanti inchieste, ma ieri l’imprenditore edile – difeso dai legali Giovanni Tarquini e Luca Mistrorigo – ha incassato in tribunale un’assoluzione “perché il fatto non sussiste”.
Secondo l’accusa, l'azienda di cui era il titolare (la Trasporti, risorse e scavi srl, con sede legale a Reggio e sede operativa a Cadelbosco) Silipo aveva comprato sabbia - a Boretto - dalla Bacchi spa, senza pagarla. Forniture di sabbia che vanno dalla fine del 2006 ad agosto 2008 — saldando alcune fatture relative al 2007 — per un debito complessivo di 85mila euro. La ditta borettese si è costituita parte civile con l'allora legale rappresentante Aladino Bacchi, rappresentato in aula dall'avvocatessa Maria Elena Benassi.
Prima della sentenza Silipo (scortato dalle guardie carcerarie) ha voluto precisare alcune cose: «Da tempo lavoravo, senza problemi, con la ditta Bacchi, poi è arrivata la crisi e sono andato in difficoltà. Compravo la sabbia che poi pagavo con denaro o servizi all’azienda di Boretto. Ho cercato di trovare degli accordi, perché la mia volontà è sempre stata quella di pagare». Punti rimarcati anche dalla difesa nell’arringa, evidenziando come da parte dell’imprenditore d’origine calabrese non vi fosse la prefigurata intenzione di non saldare il debito (come prevede l’accusa di insolvenza fraudolenta, ndr), perché durante il rapporto lavorativo con la Bacchi spa aveva saldato alcune fatture. Di parere opposto il pm e la parte civile che hanno invece chiesto la condanna. Specificatamente l’avvocatessa Benassi ha depositato dei documenti sul fallimento della ditta di Silipo da cui emerge che l’azienda non vantava crediti, per dimostrare che quella sabbia l’aveva venduta, incassando soldi mai girati alla Bacchi spa, cedendo poi il ramo d’azienda per rendersi irreperibile. Tesi, quest’ultime, non accolte dal giudice Cristina Beretti che ha assolto l’imputato. (t.s.)
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