Sanità, pronte assunzioni per 160 precari
Così l’Ausl e il Santa Maria impiegheranno i fondi destinati dalla Regione. Concorsi in vista per ortopedia e ginecologia
REGGIO EMILIA. Un totale di 160 stabilizzazioni di lavoratori precari. È quanto sarà possibile con i trenta milioni di euro che la Regione ha messo a disposizione della sanità reggiana: 17.922.580 per l’Ausl e 12.323.215 per il Santa Maria Nuova. Fondi che saranno utilizzati secondo le direttive regionali per ridurre i tempi di attesa, per l’ammodernamento di strutture e tecnologie e soprattutto per l’assunzione a tempo indeterminato di mille lavoratori.
Tra questi, anche 160 tra infermieri, operatori socio sanitari e medici nella nostra provincia. Lo hanno sottolineato ieri i due direttori generali Fausto Nicolini per l’Ausl e Ivan Trenti per l’Asmn: «È la prima volta che entro la fine dell’anno abbiamo la certezza delle risorse a disposizione e grazie al Patto per la salute tra Regioni e Governo oltre ai 60 milioni già distribuiti dalla Regione ne arrivano altri 160 e vanno a premiare chi fatto investimenti», hanno rimarcato prima di spiegare come intendono muoversi, in attesa dell’incontro fissato con la Regione per dopodomani.
L’intervento sarà mirato a ridurle potenziando il servizio. L’ipotesi è quella di partire ad inizio 2015 con un ampliamento degli orari (dalle 8 alle 24) e delle giornate (sabato e domenica compresi) nelle quali sarà possibile effettuare visite specialistiche presso gli ospedali reggiani.
Inoltre non si tratterà di un intervento generalizzato, ma si punterà a ridurre l’attesa in discipline (come Oculistica e Neurologia) dove i problemi sono maggiori. «Le maggiori sofferenze – hanno fatto notare i due direttori – sono dove il numero delle prestazioni è più alto e i consumi sanitari dei reggiani sono già sopra alla media regionale. Per quando riguarda le visite specialistiche ambulatoriali la spesa di Reggio è la più elevata in regione dopo Ferrara».
Parte dei fondi sarà destinato all’assunzione a tempo indeterminato di mille unità in tutta la regione. Di questi 160 riguarderanno le due strutture reggiane: 130 assunte dall’Ausl e 30 dall’Asmn. Per il 70% si tratterà di infermieri e operatori socio sanitari, la parte restante medici.
Con questi fondi non è possibile assumere personale amministrativo. Per le assunzioni non si renderà necessario un nuovo concorso, ma le due aziende faranno ricorso alle graduatorie. Solo per qualche disciplina (come Ortopedia e Ginecologia) occorreranno nuovi concorsi, perché le graduatorie sono andate esaurite.
Da ultimo Fausto Nicolini e Ivan Trenti hanno sottolineato che la sanità reggiana «spende per visite specialistiche 20 euro pro capite in più rispetto alla media regionale, ma ha anche un costo per degenza ospedaliera tra i più bassi». Reggio, ha chiarito Nicolini, «è al primo posto in regione per la spesa per Neuropsichiatria infantile, anziani e dipendenze», mentre Trenti ha precisato «che le risorse destinate all’Arcispedale non saranno utilizzate per il Core, già interamente finanziato, e il Mire, che ha già ottenuto un finanziamento regionale di 14 milioni di euro».
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