«Sapevamo che sarebbe successo»
La rabbia nella palazzina di via Ferravilla dopo l’incendio in un alloggio
REGGIO EMILIA. Il giorno dopo l’incendio al terzo piano nella palazzina di via Ferravilla, è il momento della conta dei danni. Ma anche delle proteste.
Le fiamme hanno distrutto l’alloggio da cui l’incendio è partito. Ma a essere inagibile è anche l’appartamento posto al piano di sopra: le fiamme hanno reso insicuro il solaio. Inoltre gli alloggi dal terzo piano in sù sono invasi dal fumo, così come la tromba delle scale sino al tetto.
Sulle cause del rogo, la polizia ha liquidato la questione come incendio accidentale, divampato nell’appartamento di un 46enne.
Ma gli inquilini sono arrabbiati e preoccupati. «Era da tempo che temevamo che potesse succedere qualcosa del genere – racconta Ivana Bertelli, residente e capo scala – Avevamo fatto esposti in questura e ci siamo ripetutamente lamentati con l’amministratore di condominio: quell’uomo aveva già da fuoco all’alloggio del padre, a Pieve, lo scorso anno e la convivenza con lui è tutt’altro che facile. Temevamo potesse accadere qui». Per questo, lunedì sera quando è scoppiato l’incendio è scoppiata anche la rabbia dei residenti: la polizia è stata costretta a chiudere l’uomo in macchina per evitargli il linciaggio dei vicini di casa.
Quando è arrivata la polizia l’uomo era già fuori, in maglietta e slip, scalzo. Evidentemente in stato confusionale. Si parlava di una candela come possibile origine dell’incendio.
Di certo, i residenti chiedono che venga fatto qualcosa affinché la loro incolumità non venga messa a rischio. (el.pe)
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