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«Troppi furti, telecamere in tutto l’Appennino»

«Troppi furti, telecamere in tutto l’Appennino»

Castelnovo: assemblea affollata con accenni polemici e consigli contro i ladri Il sindaco annuncia la videosorveglianza, i carabinieri chiedono collaborazione

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CASTELNOVO MONTI. Teatro Bismantova affollato per la serata di confronto tra i cittadini e istituzioni sul tema della sicurezza, svoltasi lunedì. Un tema che in Appennino resta “caldo”, perché li furti nelle case si susseguono con una intensità finora sconosciuta su questo territorio. Nonostante i dati evidenzino come il fenomeno sia ancora non paragonabile per incidenza alle aree cittadine (dati illustrati dal comandante dei carabinieri di Castelnovo, Dario Campanella), la popolazione ha paura.

Oltre al capitano Campanella, erano presenti il comandante della Municipale Sauro Fontanesi, il vicecomandante provinciale della Forestale Giuliano Savelli, il comandante della Stradale Roberto Rocchi, i sindaci Enrico Bini (Castelnovo) e Fabio Ruffini (Vetto). Tutti hanno sottolineato come rappresentasse un aspetto importante l’essere al tavolo insieme ed aver avviato sul tema della scurezza una ampia collaborazione che sta consentendo un presidio maggiore del territorio. Dopo la proiezione di un servizio delle Iene con protagonista un ex ladro che illustrava i “trucchi del mestiere” per forzare porte e finestre e ingannare alcuni sistemi di allarme di vecchio tipo, Campanella ha illustrato una serie di consigli e indicazioni che possono sembrare molto semplici (non lasciare chiavi sulla porta o sotto gli zerbini, non lasciare scuri delle finestre aperti, non lasciare biglietti per avvisare che si è fuori casa), ma che sul territorio appenninico sono fondamentali in quanto «si viene da una abitudine – ha spiegato – a lasciare le case aperte ed accessibili, che purtroppo non si concilia più con il mondo di oggi». Campanella è stato incalzato dalle domande sull’attuale modalità operativa delle forze dell’ordine sul territorio, con anche alcuni accenni polemici: «Se il numero di pattuglie è aumentato, perché non siete riusciti ancora a prendere questi malviventi?»; «Perché, se anche vengono presi, dopo un giorno sono già fuori?». Il comandante ha sottolineato le difficoltà: «Sappiamo per certo che questi ladri si avvicinano ai paesi parcheggiando l’auto distante, e passando attraverso i boschi, per cui riescono poi a fuggire a piedi».

Tanti gli interventi propositivi, come quello di un gruppo di ragazzi di Costa de’ Grassi: «Da quando il paese è stato colpito dai furti, ci alterniamo e giriamo di notte. Diteci cosa possiamo fare per collaborare». Le forze dell’ordine, pur stigmatizzando la formazione di ronde, hanno sottolineato la fondamentale importanza di azioni di controllo e segnalazione di movimenti, auto o persone sospette, «perché senza la collaborazione di tutti non riusciremo a superare queste difficoltà». Bini ha illustrato alcune iniziative in cantiere: «C’è il progetto di installare telecamere di sorveglianza lungo le arterie di accesso e uscita dal territorio, che abbiamo lanciato come Comune ma che ora stiamo portando a livello di Unione per cercare di dare più sicurezza a tutto l’Appennino. Stiamo lavorando a stretto contratto con la Prefettura e intendiamo compiere azioni di maggior controllo su chi ha la residenza e magari non ha un lavoro fisso. Ma anche la collaborazione dei cittadini è fondamentale. Ad esempio, affittare appartamenti in nero ci impedisce di sapere chi vive sul nostro territorio».

Luca Tondelli

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