«Una lezione per le nuove generazioni»
Il sindaco Giberti: «Abbattute le ideologie per una ricostruzione dell’Europa ancora in corso»
ALBINEA. Era il 1989 quando la barriera ideologica rappresentata dal muro, simbolo assoluto della Guerra Fredda, cadeva in mille frammenti cambiando la storia d'Europa. Albinea è l’unico comune italiano che ospita dal 2000 uno dei pochi pezzi di muro presenti in Italia, donato direttamente dalla comunità berlinese di Treptow Kopenick. E' stato grazie all'impegno degli allora sindaci Vilmo Delrio e Siegfried Stock oltre alla preziosa operosità del cittadino Mario Crotti, che un pezzo di quel muro è approdato su terra albinetana, posto innanzi alla Scuola Primaria “Pezzani”.
«Oggi quel frammento si riveste di una connotazione celebrativa – afferma una nota del Comune di Albinea – opportunità per riconsiderare le implicazioni ideologiche e storiche che la caduta del muro ha avuto sul mondo di oggi. La sua collocazione, quindi, non è stata casuale, ogni giorno la sua silenziosa presenza ha l'ambizioso obiettivo di trasmettere ai bambini di oggi e di domani, Queun messaggio di speranza per il futuro.
Un muro fisico ma ancor più ideologico, sorto in un’unica notte nell'agosto del 1961, una barriera che divenne il simbolo della divisione tra popoli liberi e popoli soggiogati dalla tirannia, che si dimostrò non alternativa a quella contro cui si era combattuto durante la seconda guerra.
Da quel 9 Novembre l'Europa iniziò un percorso di riconfigurazione politica tuttora in corso.
«Siamo profondamente grati alla comunità di Treptow Kopenick – ha affermato il sindaco di Albinea Nico Giberti –di averci fatto dono del pezzo di muro, in virtù del patto di gemellaggio che ci unisce da quasi 20 anni. Il suo valore simbolico, è per tutti noi una pagina di storia da leggere e reinterpretare ogni giorno. Frequentavo il liceo – prosegue il primo cittadino – quando le immagini di quella folla che valicava festante il muro entrarono, attraverso la televisione, nelle nostre discussioni di giovani studenti. Fu il segno tangibile del fallimento delle divisioni politiche e ideologiche. Oggi resta una lezione per tutti noi che abbiamo vissuto quei momenti – conclude il sindaco Giberti – e per quelli, più giovani, per i quali rischia di rimanere una pagina del libro di storia, quando e se il programma di studio arriva a contemplarla».
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