Gazzetta di Reggio

Reggio

santa croce

Via Veneri, Vecchi stringe i tempi sul degrado

di Massimo Sesena
Via Veneri, Vecchi stringe i tempi sul degrado

L’ordinanza arriverà la prossima settimana: prima il sindaco incontrerà i cittadini

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Due grane urgenti, e dannatamente complesse sono arrivate sul tavolo del sindaco Luca Vecchi. Due grane geograficamente non distanti che, per una sorta di paradosso, riguardano quell’area nord su cui il Comune ha investito e ha intenzione di investire decine di milioni.

Da una parte il degrado a cui lasciata l’area delle Reggiane, tornata alla ribalta dopo l’ennesimo incendio all’interno di uno dei capannoni abbandonati. Dall’altra l’allarme che arriva dalla vicina Via Veneri, con i cittadini esasperati dal degrado e dai bivacchi di stranieri che vivono al di fuori delle regole. Ora le regole torneranno, grazie a una ordinanza che il sindaco ha intenzione di firmare già la prossima settimana.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.10250173:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2014/11/04/news/vendo-casa-per-scappare-dal-degrado-1.10250173]]

Prima, Luca Vecchi vuole incontrare i cittadini che risiedono in via Veneri e che da settimane protestano per una situazione divenuta sempre più insostenibile. Una ordinanza che limiterà la vendita di alcolici e gli orari di alcuni locali, sarà accompagnata anche da altre misure, da una più capillare manutenzione degli spazi pubblici, a un maggiore presidio delle forze dell’ordine.

Una ordinanza che il sindaco vuol concordare con il vicario del prefetto, Adriana Cogode, con la quale vuole affrontare anche il tema delle Reggiane. Un tema decisamente più complesso, non foss’altro per la vastità dell’area che con i 260mila metri quadri è quasi sovrapponibile al centro storico di Reggio. E non è da escludere che anche per le Reggiane si arrivi ad emettere una ordinanza, che al momento però appare come una eventualità abbastanza remota.

E questo perché dentro quelle casupole piene zeppe di cemento amianto, sotto quei capannoni oggi nel mirino dei predoni dell’oro rosso, negli uffici della palazzina direzionale della storica fabbrica, vivono delle persone. Invisibili, si direbbe oggi.

Gente che ha quel pezzo di storia di Reggio e oggi di archeologia industriale come unico tetto sotto cui stare. Attenzione: non stiamo parlando dei dieci balordi che proprio le ordinanze sindacali in questi anni hanno spostato come in un risiko, da una zona all’altra dell’esagono.

Ecco quindi che il solo approccio a questo problema si presenta difficile: anche su questo tema, però, il sindaco è determinato ad arrivare a una soluzione, sempre agendo d’intesa con il prefetto, i responsabili delle forze dell’ordine, l’Ausl e - da ultimo ma non per ultimo - anche con la proprietà dell’intera area (ovvero con Luciano Fantuzzi) che oggi necessita di essere bonificata e messa in sicurezza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google