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Bambini e spazi pubblici uno studio internazionale

Bambini e spazi pubblici uno studio internazionale

Gualtieri: un progetto finanziato con 400 mila euro dalla Comunità europea L’Università reggiana collabora per tre anni con Cambridge e il Forum svedese

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GUALTIERI. E' una collaborazione che durerà 3 anni, quella che vede il Dipartimento di educazione e scienze umane dell'Università di Modena e Reggio e l'Azienda servizi Bassa reggiana impegnate in un progetto, finanziato con 400 mila euro dalla Comunità europea, con 2 partner internazionali: l’Università Anglia Ruskin di Cambridge (Regno Unito) e il Barnepedagogiskt Forum, coordinamento pedagogico svedese (Svezia).

I dettagli dell'iniziativa, denominata progetto "Bric: infanzia, spazi pubblici e democrazia" e che intende focalizzare l’attenzione sul coinvolgimento democratico dei bambini al di sotto dei 5 anni nell’uso degli spazi pubblici, sono stati presentati ieri all’università reggiana. Il progetto è incluso nel primo programma Erasmus+ per le buone pratiche nel campo della scuola e dell’educazione, e durerà fino al 2017. A illustrarlo, il professor Giorgio Zanetti, direttore del Dipartimento di educazione e scienze umane; la professoressa Roberta Cardarello, docente di Didattica e pedagogia speciale e presidente dell’Azienda servizi Bassa reggiana; Giammaria Manghi, presidente della Provincia e dell'Unione Comuni Bassa reggiana; Cristian Fabbi, direttore Asbr; Patrizia Benedetti, pedagogista del Coordinamento pedagogico Asbr. Una breve indagine preliminare tra paesi partner e uno studio pilota hanno evidenziato che ad oggi gli spazi pubblici in cui i bambini possono fare esperienze di coinvolgimento attivo e di partecipazione (al di là di quelli ad essi esplicitamente dedicati e pensati) sono spesso limitati dall’uso e dalla funzione attribuita dalla società adulta. Sono proprio questi spazi pubblici quotidianamente vissuti dalle famiglie con bambini – quali marciapiedi, parchi, prati, boschi, piazze, centri commerciali, biblioteche, musei, teatri – a divenire i luoghi ideali per il coinvolgimento democratico dei bambini. A dare una valenza ancora maggiore al progetto – preceduto da un articolato percorso formativo nei mesi scorsi – il finanziamento di circa 400mila euro arrivato dalla Comunità europea, a dimostrazione della validità delle idee che lo contraddistinguono. «Con questo progetto – afferma Manghi – si registra un'affermazione dell'azienda su un tema progettuale di innovazione pura, sostanziato da un finanziamento che conosce pochi precedenti. Si evidenzia così un'inversione di tendenza rispetto alla capacità italiana di attingere ai fondi europei, insieme alla validità di un partenariato internazionale di assoluto spessore».

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