Banda delle ville assolto in Appello il presunto basista
REGGIO EMILIA. L’imprenditore reggiano Antonio Sebastiano è stato assolto in secondo grado dalla Corte d’Appello di Bologna “per non aver commesso i fatti”, riformando la precedente sentenza che lo...
REGGIO EMILIA. L’imprenditore reggiano Antonio Sebastiano è stato assolto in secondo grado dalla Corte d’Appello di Bologna “per non aver commesso i fatti”, riformando la precedente sentenza che lo aveva condannato a 8 anni. Sebastiano era stato arrestato dai carabinieri perché accusato di essere il basista della banda che nel dicembre rapinò e violentò la moglie di un industriale di Reggio nella sua abitazione nella Bassa reggiana. Con lui in manette era finito anche un agente di commercio bolognese di 35 anni, con precedenti per droga.
Furono definiti, secondo l’accusa, i basisti, coloro che avrebbero aiutato la banda di albanesi ad entrare nella villa dell’imprenditore e a stuprare la donna sotto gli occhi della figlioletta di 5 anni. Il bottino fu di 100mila euro e anche i due basisti finirono in cella con quell’infamante accusa.
Difeso dall’avvocato Domenico Carchia, Sebastiano sin dall’inizio si era proclamato innocente, sostenendo di essere stato incastrato da alcune intercettazioni. E il suo legale non si era mai arreso di fronte alle varie richieste respinte dal Gip del tribunale di Reggio.
«Mi avevano definito un mostro, oggi dopo nove anni di sofferenze ritorno finalmente ad assaporare la vita, per me è la fine di un incubo”: queste le prime parole di Antonio Sebastiano dopo l’assoluzione, al termine di un processo complesso che ha visto sfilare davanti ai giudici decine e decine di testimoni.
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