Bollette, debito da paura in via Paradisi
Spese condominiali arretrate per 240mila euro: a rischio le forniture. Iren propone insieme a Sassi un piano di rientro
REGGIO EMILIA. Debiti fuori controllo, settanta appartamenti di via Paradisi rischiano una riduzione delle forniture di gas e luce. Una situazione esplosiva che vede al centro un arretrato complessivo di 240mila euro relativo alle spese condominiali degli appartamenti ai civici 6, 8 e 10 di via Paradisi. Una zona ad alto tasso di degrado, al centro delle attenzioni delle forze dell’ordine e dell’amministrazione comunale, che rischia ora di franare sotto il peso dei debiti.
«Si tratta di insoluti già consolidati» dichiara Marcello Badodi, da due anni amministratore dei tre condomini sui quali ha da poco terminato di effettuare il rendiconto. «Come sempre c’è chi paga le spese condominiali e chi no. Qui la situazione però è davvero critica. Ci sono persone con debiti molto cospicui: si va da 5 mila euro fino ai 24 mila euro.
Una lista lunghissima dei proprietari degli appartamenti che sono difficilmente perseguibili. Molti non hanno un rapporto di lavoro dipendente e quindi non è possibile pignorare il quinto dello stipendio. E le azioni esecutive sono difficili da affrontare perché costano un mucchio di soldi. Quindi il conto finale va in capo al condominio. Una legge assurda perché nessun inquilino può scegliersi il vicino di casa ma è costretto a pagare se non vuole ritrovarsi con le utenze bloccate».
Le morosità sono in buona parte relative al gas e nei confronti di Iren, che sta stringendo ora i tempi affinché i proprietari dei 70 appartamenti paghino in solido l’insoluto. «Ci hanno proposto un piano di rientro a rate - racconta Badodi - del quale si è interessato anche il vicesindaco Matteo Sassi. Le società avrebbero anche diritto di chiudere le forniture. Quelli che hanno sempre pagato hanno avuto una riduzione dei tempi riscaldamento. Purtroppo l’interruzione mirata del gas per singolo debitore non è possibile in questi palazzi perché il sistema è centralizzato».
Il grande piano di rateizzazione, però, è tutt’altro che agevole. Pur ripartendo la cifra per tutti i condomini - oltre 3mila euro a persona - non è detto che chi non ha pagato in passato lo faccia in futuro.
Una problematica che si aggiunge a quelle già note del quartiere. Il tasso di disoccupati è alto così come la concentrazione di stranieri. Spesso vengono trovati dei clandestini, come riporato nelle operazioni di polizia compiute in queste settimane. Gli agenti della questura, ad esempio, hanno cercato il proprietario di un appartamento, a tutt’oggi irreperebile, che ha un debito singolo da 12mila euro. «In realtà sono tre gli irreperibili nel palazzo - sottolinea l’amministratore - Ci sono anche appartamenti che sono stati pignorati sui quali dobbiamo pagare la custodia in attesa che vadano all’asta. Ci sono una marea di spese che si sommano alle altre aumentando il debito complessivo».
Nei prossimi giorni saranno convocati tutti gli inquilini residenti nei tre scaloni che portano ai piani del complesso popolare di via Paradisi. A questi verrà chiesto di sottoscrivere il piano presentato da Iren e quindi di accollarsi il pregresso.
La precisazione
In relazione all’articolo apparso in data 07/11/14 su questo quotidiano, è doveroso che venga precisato quanto segue: 240.000 Euro è l’ammontare dei debiti dei Condomini/Inquilini verso il condominio, e non come è stato erroneamente scritto verso i fornitori; il debito verso fornitori è di circa 130.000, di cui circa 110.000 verso Iren. La differenza tra i due valori è rappresentata dai Fondi di accantonamento.
Questa rettifica si rende doverosa in quanto agli occhi di chi conosce la situazione contabile al 31/10/2013 (debiti verso Fornitori € 140.875,77), parrebbe vi sia stato un tracollo della situazione, cosa che non è, anzi, quando verrà redatto il rendiconto al 31/10/2014 risulterà che tale debito non solo non è aumentato, ma anzi è diminuito. Inoltre, quando si scrive “rischiano una riduzione delle forniture di gas e luce”, si riporta un’altra informazione sbagliata: mai avrei potuto dire che esiste il rischio di riduzione/interruzione della fornitura di energia elettrica perché le relative fatture sono state e sono regolarmente pagate.
Quanto al gas, v’è da dire che Iren fornisce al condominio il teleriscaldamento e non il gas. E’ dunque evidente che l’Autore dell’articolo, vista la molteplicità dei temi trattati, nel fare la sintesi del nostro colloquio telefonico ha mal trascritto le mie parole.
Marcello Badodi - Amministratore
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