De Tata assolto, non violentò le pazienti
Guastalla: per il tribunale il medico è innocente «perché il fatto non sussiste». Il pm Pantani: «Impugnerò la sentenza»
GUASTALLA. Assolto perché il fatto non sussiste per il reato di violenza sessuale nei confronti di quattro pazienti. Non doversi procedere, invece, per mancanza o per tardività di querela per le altre nove. E’ la sentenza pronunciata ieri mattina dal presidente del tribunale Francesco Maria Caruso, dopo una lunga camera di consiglio, nei confronti di Emilio De Tata, il medico di Guastalla da cinque anni sotto accusa dopo il servizio di “Striscia la notizia” che metteva alla berlina i suoi metodi di cura, tanto da ribattezzarlo “dottor hard”.
Il pubblico ministero Maria Rita Pantani aveva chiesto 9 anni e mezzo. Invece per il medico, difeso dall’avvocato Guido Sola, è arrivata l’assoluzione. Ma soprattutto un importante «non doversi procedere» per il reato di truffa. A De Tata veniva infatti contestato di aver approfittato della sua veste di medico «al fine di perpetrare reati sessuali, ingenerando nei suoi pazienti il timore di essere affette da blocco emozionale o sessuale, inducendole in errore sulla necessità di sottoporsi a cure e trattamenti e procurandosi un ingiusto profitto».
Per il proscioglimento di De Tata si è rivelata cruciale la decisione del tribunale che ha derubricato in truffa semplice la truffa aggravata che gli veniva contestata. Per perseguire la quale serve una querela di parte che o non c’è o è stata fatta troppo tardi.
Per i giudici inoltre non sussiste nemmeno il terzo capo di imputazione: quando cioè al medico si contestava il tentativo di somministrazione di medicinali scaduti.
Nel corso delle numerose udienze in questi tre anni di processo di primo grado – che si è tenuto a porte chiuse per il timore dell’assalto delle telecamere dopo che proprio quelle di Canale 5 avevano fatto scoppiare il caso – sono state sentite tutte le parti offese di una vicenda complessa e difficile, per le donne che sono state coinvolte. Ma soprattutto è stato sviscerato attraverso perizie e controperizie il metodo di De Tata. Era stato proprio il presidente del tribunale, Francesco Maria Caruso, a chiedere al perito incaricato di chiarire punto su punto l’attività di De Tata. E soprattutto quel lavaggio emozionale, quel massaggio micro puntura, massaggio energetico cinese e tutte le altre pratiche a cui il medico guastallese sottopone le sue pazienti. Violenza sessuale, per l’accusa, medicina olistica, per la difesa.
Ora la sentenza. E le reazioni. «C’è un non doversi procedere per querela tardiva dopo che è venuta a mancare l’aggravante, che costituiva il nesso causale per procedere d’ufficio: non si può certo dire che ne sia uscito pulito. La mia assistita prende atto amaramente della sentenza», dichiara l’avvocato Vainer Burani che rappresenta una parte civile.
Il pm Pantani non sembra intenzionata a fermarsi. «Aspetto le motivazioni, per impugnare» dichiara.
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