Dopo il clic all’elefante gli animali del circo tornano nelle gabbie
Questa la decisione degli Orfei accampati in via del Chionso Allarme per cavi elettrici volanti, subito messi in sicurezza
REGGIO EMILIA. Non bastava l'elefante in libera uscita, lasciato a pascolare su un prato aperto ai margini di via del Chionso come se fosse tra le acacie di una savana africana. Ora ci si mette anche il cavo elettrico volante utilizzato dal circo Orfei a spaventare gli abitanti della zona. Una signora, allarmata, ha segnalato martedì il pericolo rappresentato da quella insidia nascosta fra l'erba del parco Biagi, attiguo all'area occupata dal circo. Lo ha fatto rivolgendosi via Facebook agli assessori comunali Montanari e Tutino, che hanno incaricato il geometra Stefano Fontanili, responsabile del Comune per gli spettacoli pubblici, di controllare il rispetto della normativa.
Il primo sopraluogo, effettuato ieri, ha indotto il circo a prendere le misure necessarie per tutelare la sicurezza e l'incolumità sia degli animali, sia degli spettatori, sia dei frequentatori del parco. Il cavo di alimentazione di tipo cantieristico, allacciato con pali alla più vicina cabina dell'Enel, era semplicemente posato a terra. Si è provveduto a intubarlo e proteggerlo in modo da evitare di inciamparvi. In quanto agli animali, il circo li ha chiusi in recinti in parte elettrificati. La procedura, pur prevedendo le recinzioni, consente che li si lasci liberi, purchè siano accompagnati o vigilati a breve distanza dal personale. Anche l'elefante che aveva allarmato i passanti aveva poco lontano un addetto incaricato di sorvegliarne gli spostamenti e di guidarlo. Quindi l'Ausl s'è limitata a richiamare le norme vigenti. Tuttavia per evitare inconvenienti e proteste il circo ha preferito applicarle in maniera rigorosa erigendo distinti steccati per l'elefante, le zebre, la giraffa e le altre attrattive zoologiche. La commissione comunale farà oggi il secondo sopralluogo. Si confida che tutto fili liscio, a meno che un'interruzione della corrente non consenta agli animali di liberarsi e scatenare un pandemonio. Martedì si era temuto davvero che l'elefante King Darix, avvistato all'incrocio tra via del Chionso e via Mozart, fosse fuggito e potesse avventarsi contro qualcuno. Chi l'aveva fotografato, infatti, non aveva inquadrato l'addetto che lo sorvegliava a poca distanza. Massimiliano Martini, responsabile degli animali per il circo Orfei, dà una spiegazione tranquillizzante dell'accaduto: «L'elefante non aveva l'aria di scappare, di essere impaurito o tanto meno abbandonato. Nessuno ha fotografato il personale che osservava il comportamento degli animali dell'intero parco zoo». Lo stesso benessere degli ospiti a quattro zampe, a suo parere, è assicurato: «Dove è possibile, come a Reggio, - spiega Martini - mettiamo a loro disposizione aree più grandi di quelle imposte dalla legge vigente». (l.s.)
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