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«È la fine di un incubo vince la mia medicina»

«È la fine di un incubo vince la mia medicina»

GUASTALLA. «E’ la fine di un incubo». Ha gli occhi lucidi il dottor Emilio De Tata dopo la sentenza pronunciata dal presidente del tribunale. Abbraccia il suo avvocato, abbraccia chi gli sta vicino....

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«E’ la fine di un incubo». Ha gli occhi lucidi il dottor Emilio De Tata dopo la sentenza pronunciata dal presidente del tribunale. Abbraccia il suo avvocato, abbraccia chi gli sta vicino. Tira un sospiro di sollievo.

«E’ anche una vittoria dei miei pazienti, che continuano ad avere fiducia nel nostro operato – dice – E’ stata anche rivalutata la poca credibilità della medicina alternativa e di tutto quello che comporta. Io ho sempre continuato, nonostante tutto, per difendere il mio operato e chi ci crede, e continuerò».

Sospira, Emilio De Tata, quando gli chiediamo un bilancio di questi cinque anni, caratterizzati da servizi televisivi, indagini e un processo lungo e difficile.

«Riportando una frase che mi ha detto mio figlio, avendo la coscienza tranquilla ho cercato con una sana incoscienza di portare avanti il mio operato – spiega – Chiaramente, devo ringraziare tutte le persone che mi sono state vicine, in tutti questi anni, sotto tutti i punti di vista. Il mio grazie va all’avvocato Guido Sola, al suo staff, a Francesca, ai periti di parte e al professor Sartori dell’Università di Padova e a tutto il suo staff: hanno con devozione, ammirazione e con tutte le difficoltà del caso, documentato tutto quello che il presidente del tribunale aveva chiesto di poter scientificare, ciò che nell’ambito della medicina alternativa non sempre è possibile scientificare».

Sorride l’avvocato Guido Sola del Foro di Modena. Non commenta oltre quello che a tutti gli effetti è anche un suo risultato.

«Bene così. Dico solo: bene così» dichiara mentre con il suo assistito lascia il primo piano del palazzo di giustizia di Reggio, dove ieri si è celebrata l’ultima udienza del processo di primo grado che vedeva alla sbarra il medico Emilio De Tata. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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