La tenaglia tra mafia e corruzione
Mafia e corruzione sono piaghe vergognose del nostro Paese. Le cifre dei rispettivi business sono letteralmente da capogiro. Altrettanto da capogiro sono alcuni dati che concorrono a comporre un quadro generale assai inquietante. Per evasione fiscale siamo il terzo paese al mondo, dopo Messico e Turchia, con un gettito che Confcommercio, nel 2012, ha calcolato in 155 miliardi di euro.
La media europea di consumo del suolo è del 2,8%, da noi è' del 6,9 %: un dato devastante in se' e soprattutto per le nefaste conseguenze che ne derivano sul piano idrogeologico. La disoccupazione giovanile supera il 44% (media europea 22,5%). Per investimenti in cultura siamo ultimi in Europa. La ricerca praticamente non sappiamo più' che cosa sia.
La fuga dei cervelli e una slavina inarrestabile. Le imprese che chiudono sono purtroppo sempre più' numerose, e di quelle ancora relativamente in salute fanno incetta sempre più' spesso investitori stranieri. E dire che la Banca mondiale, nella classifica dei paesi in cui conviene investire, colloca il nostro paese al 157^ posto su 183 a causa della inefficienza della giustizia.
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In questo quadro complessivo, la tenaglia mafia/corruzione/inefficienze crea una profonda spaccatura fra l'Italia delle regole e quella dei furbi, degli affaristi e degli impuniti. Sullo sfondo una palude, quella degli indifferenti, che non vedono o non capiscono (perché' non vengono loro offerti adeguati strumenti di conoscenza) che ogni recupero di legalità ha effetti immediati sul reddito nazionale e sulla qualità' della vita. Se non altro perché può' ridurre i salassi delle periodiche manovre finanziarie.
In altre parole, la legalità è una delle chiavi per affrontare la questione economico-sociale e scegliere la legalità' equivale a scegliere uno sviluppo ordinato, tendenzialmente a vantaggio di tutti. Perché senza regole non c'è partita o la partita è truccata e vinceranno sempre i soliti: quelli che senza regole sono in posizioni di privilegio e superiorità se non di sopraffazione o sfruttamento, a tutto discapito di coloro che delle regole hanno bisogno per crescere in diritti e opportunità.
Senza regole ci si avvita sempre più' e alla fine si può anche andare a sbattere ritrovandosi sotto un mucchio di macerie. Ci si può' salvare soltanto con una ritrovata coscienza civica. Che significa rifiuto di omologazione e conformismo, rifiuto di rassegnazione e quieto vivere. Significa coraggio (come costruzione sociale collettiva) che nel rispetto della legalità sappia andare oltre, puntando alla giustizia: perché ciascuno possa sperare di avere il suo e perché le risorse possano essere più equamente distribuite. C' è tanta strada da fare ma è un percorso che si può intraprendere con speranza e fiducia di cambiare.
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