Mazzoni e Bizzaglia, critiche fra i sindacati
Gattatico: incontro interlocutorio sui licenziamenti. La Fit-Cisl attacca i Cobas per i posti a rischio
GATTATICO. Dopo lo sciopero di alcuni lavoratori ai magazzini della Procter&Gamble che ha bloccato l'attività, ieri alle 15, nella sede della ditta Mazzoni e Bizzaglia, in via dell'Industria a Gattatico, si è svolto l'incontro tra l'ad Ennio Bizzaglia e il coordinatore del sindacato S.I. Cobas di Bologna, Simone Carpeggiani. Le parti si sono lasciate in una posizione di stand-by. L'ad dell'azienda, infatti, ha chiesto una «pausa di riflessione». La richiesta era di una settimana ma il sindacato ha risposto che erano «troppi giorni», e così le parti si sono accordate di ritrovarsi domani alle 18.30 a Roma, nella sede legale della Mazzoni e Bizzaglia. «Per il momento – dice Carpeggiani – rispettiamo i tempi chiesti dall'azienda. Oggi (ieri per chi legge, ndr) ci siamo limitati a verbalizzare l'incontro. L'azienda si era presentata al tavolo ribadendo il ritiro dei 21 licenziamenti, già annunciati nell'incontro con il prefetto vicario Adriana Cogode, ma vuole applicare sanzioni disciplinari conseguenti alle contestazioni inviate ai lavoratori. Noi abbiamo fornito le nostre giustificazioni e, sulla base di queste, riteniamo che non debba essere preso alcun provvedimento disciplinare per nessun lavoratore». Intanto la Fit-Cisl, in una nota, critica il comportamento del sindacato S.I. Cobas, che metterebbe a rischio 100 posti di lavoro: «Auspichiamo sia l’intervento della Procter&Gamble a favore degli operai, sia una risoluzione positiva del problema al fine di mantenere i posti di lavoro». È preoccupato Massimo Pastena (Fit-Cisl Reggio) per la difficile situazione venutasi a creare a Gattatico: «Già ad agosto, dopo lo sciopero dei Cobas, la Procter&Gamble aveva intimato la perdita dell’appalto del lavoro da parte della ditta Mazzoni e Bizzaglia di Gattatico, che conta numerosi iscritti Cisl. Il 4 novembre i Cobas hanno scioperato selvaggiamente impedendo agli operai di poter accedere al luogo di lavoro e ai mezzi di poter transitare e raggiungere l’azienda. Il risultato è stato il blocco dello stabile, con danni incalcolabili». Secondo la Fit- Cisl, ora l’azienda rischia di perdere il proprio appalto e, conseguentemente, sarebbe a rischio quasi un centinaio di posti di lavoro. «La ditta – spiega Pastena – applica perfettamente sia il Ccnl di logistica e facchinaggio di Cgil, Cisl e Uil, sia un accordo di secondo livello siglato da Filt Cgil e Fit Cisl su un incremento di 54 euro mensili inerenti l’accordo regionale di categoria. Sono inoltre previsti per tutti i lavoratori i buoni pasto di 5,29 euro giornalieri ed entro fine novembre si sarebbe dovuto discutere di aumento di livelli. Numerosi nostri iscritti sono seriamente angosciati per il loro futuro lavorativo». (m.p.)
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