Tutto era iniziato il 16 e 17 marzo 2009 da un doppio servizio di Striscia la Notizia
Il dottor Emilio De Tata è finito nei guai il 16 e il 17 marzo del 2009, dopo un doppio servizio mandato in onda su “Striscia la Notizia”, quando l’inviato Valerio Staffelli entrò nel suo studio per...
Il dottor Emilio De Tata è finito nei guai il 16 e il 17 marzo del 2009, dopo un doppio servizio mandato in onda su “Striscia la Notizia”, quando l’inviato Valerio Staffelli entrò nel suo studio per denunciare ciò che alcune pazienti avevano raccontato al tg satirico di Canale 5.
58 anni, titolare di uno studio medico a Guastalla, in via Cisa Ligure 37, De Tata – subito rinominato il “dottor hard” da Striscia – dovette difendersi dalle accuse di usare «metodi non corretti» coi pazienti e di «proporre pratiche sessuali» per curare le clienti.
«Faccio solo un lavaggio energetico ed emozionale», si difese De Tata. Ma, dopo i servizi mandati in onda da “Striscia la Notizia”, sono iniziati i guai veri per De Tata, ovvero l’inchiesta aperta dalla procura di Reggio.
Un’indagine che nel dicembre del 2009 aveva portato a una prima svolta, ovvero al sequestro dello studio medico del dottore, per il quale era anche stato richiesto lìarresto, considerato dalla procura l’unico sistema efficace per «arginarlo».
Una misura restrittiva non concessa però dal gip Cristina Beretti, che aveva valutato quelle visite come ipotesi lievi di reato, rimarcando che l’eco mediatico del caso avesse fatto cessare quei comportamenti, in quanto non erano più giunte denunce.
Il procedimento nei confronti del dottor Emilio De Tata riguardava i reati di violenza sessuale (14 i presunti casi), truffa nei confronti di pazienti e tentata somministrazione di farmaci scaduti.
Il medico – in un secondo filone processuale, che si è aperto nel maggio dello scorso anno – deve rispondere anche del reato di concorso in esercizio della professione medico-dentista. Nell’ambulatorio di via Cisa Ligure, infatti, l’odontotecnico Massimo Soragna secondo l’accusa aveva svolto l’attività di odontoiatra.
De Tata, dopo aver visitato alcuni pazienti, riferendo loro che i malesseri erano causati dalle amalgame utilizzate per le otturazioni, secondo l’accusa li avrebbe dirottati da Soragna, nonostante sapesse che era in possesso solo del diploma di odontotecnico.
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