25 anni fa la caduta del muro di Berlino Un pezzo è custodito ad Albinea
Fu grazie al gemellaggio con la municipalità di Treptow, grazie all'interessamento del fotografo Mario Crotti, che Albinea divenne - nel 2000 - uno dei primi Comuni a trasformare il reperto storico in un monumento alla pace.
ALBINEA. Sono passati 25 anni da quando l’Europa ha cambiato aspetto. O almeno così pensavamo quella sera, del 9 novembre 1989, davanti alle immagini della televisione che ci mostravano quello che, per oltre vent’anni, credevamo impossibile: la caduta del muro di Berlino. Eravamo tutti coscienti che quel momento, che segnava l’abbattimento della cosiddetta “cortina di ferro” e, forse, la fine della guerra fredda, con il papa polacco Giovanni Paolo II che aveva già negli anni precedenti, distrutto le sicurezze granitiche del “socialismo reale” e del comunismo, ma anche dell’Unione Sovietica che, da lì a due anni, sarebbe stata definitivamente smembrata, segnava la fine di un’epoca, e non solo della spartizione della Germania nata al termine della seconda guerra mondiale. La Germania Ovest, che estese il marco anche all’Est, costruì dalle macerie del muro la più solida economia europea, tanto che anche oggi, predomina sull’eurozona come non le riuscì nemmeno quando dominava il mondo con il nazismo.
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Ma le immagini dei berlinesi che abbattevano pezzo a pezzo il muro della divisione, rappresentava per tutti la speranza di un mondo nuovo. E quei pezzi di cemento armato diventarono un simbolo di speranza, di cambiamento, di unione, tanto da diventare “monumenti” alla libertà.E fu proprio il Comune di Albinea , grazie all’impegno del gotografo Mario Crotti, uno dei primi paesi che ottenne in dono (in seguito i pezzi di muro vennero messi in vendita anche da privati) un pezzo del muro dal sindaco della municipalità di Treptow, nell’area di Berlino, che fu installato nel cortile della scuola il 29 ottobre 2000, in ricordo del decennale della caduta del muro.
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«Il suo orgoglio maggiore – scrisse Adriano Corradini a nome della Pro loco e dell’amministrazione comunale ricordando Mario Crotti – era l’aver portato ad Albinea un pezzo del muro di Berlino. Quel muro le cui vicende sono scritte nei reportage fotografici di Mario, iniziati nel 1963 e mai interrotti fino alla storica caduta avvenuta nel 1989, quando Crotti parte con la sua inseparabile macchina fotografica a documentare l’avvenimento.
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«Nessun calcolo speculativo – scriverà in seguito Mario – solo passione e forse il fiuto istintivo del fatto storico e la volontà di fissare e quasi fermare gli avvenimenti che contano col solo strumento che posseggo e so usare: la macchina fotografica». Centinaia di fotografie di Berlino e del suo Muro, dei fatti di Ungheria, dell’alluvione di Firenze, dei terremoti del Friuli e dell'Irpinia e di tanti altri avvenimenti e luoghi: tante volte mi sono chiesto: perché lo faccio? Penso che in ogni fotografo si celi l’illusione di fermare la storia nelle immagini». Quel blocco del muro di Berlino, portato ad Albinea, testimone silenzioso di una storia che ha segnato l’Europa, ricorda anche il grande impegno di Mario Crotti.
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