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Addio ad Alberghi, scrisse “Morte sull’aia”

Addio ad Alberghi, scrisse “Morte sull’aia”

Villa Minozzo: il professore aveva 87 anni, raccontò in un libro il tragico eccidio di Cervarolo

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VILLA MINOZZO. Sono stati celebrati ieri pomeriggio i funerali del professore Pietro Alberghi. L’insigne professore aveva 87 anni e viveva a Modena con la moglie Sandra di Castiglione (val d’Asta), paese vicino a Cervarolo, dove aveva la casa e dove trascorreva lunghi periodi.

Ultimo di quattro fratelli, Pietro non ebbe un’infanzia molto felice: perse la madre, infatti, quando non aveva ancora otto anni. Visse a Cervarolo con i fratelli e il padre, che alternava la sua attività di artigiano a quella di coltivatore diretto. Innamorato del sapere e della lettura in genere, potè frequentare solo la terza elementare ma dopo anni di attesa, trascorsi nei lavori campestri e nella cura del bestiame, a 16 anni grazie a un amico riprese gli studi in un collegio della Lucchesia e in soli tre anni, saltando alcune classi, conseguì la licenza ginnasiale. Poi i suoi studi continuarono nel Trevigiano e nel Bellunese, e al liceo Foscarini di Venezia.

Rientrato in famiglia, conseguì anche l’esame di maestro e insegnò in alcune scuole elementari: nel 1958 si laureò in lettere e in seguito vinse un concorso e passò a insegnare italiano, storia e latino negli Istituti magistrali. In questo periodo ebbe modo di collaborare con varie testate quali Avvenire d’Italia, Il Resto del Carlino e la Gazzetta di Reggio, poi cominciò a interessarsi di storia locale, diventando anche un affermato scrittore.

Molteplici i suoi libri, tra i quali “Morte sull’aia”, in cui racconta magistralmente e con dovizia di episodi l’eccidio perpetrato dai tedeschi al suo paese, tanto da farlo rivivere con tanta emozione che sembra quasi di esserci stato. Suoi anche “Attila sull’Appennino” e “La Strage di Monchio” e molti altri. Villa Minozzo con lui perde una figura di studioso che ha dato lustro a tutta la montagna e non solo.

La funzione funebre si è svolta nella chiesetta di Villa Pineta a Gaiato di Pavullo (Modena) poi la sua salma è stata trasferita a Cervarolo e tumulata nella tomba di famiglia. Pietro lascia la moglie Sandra Zambonini, la figlia Donatella e il genero Luciano.

Domenico Amidati

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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