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REGGIO EMILIA

Non pagano: Iren raziona acqua e gas

di Evaristo Sparvieri
Non pagano: Iren raziona acqua e gas

In una palazzina vicino via Eritrea. Furnari (Anaci): «Le utenze incidono troppo, sono l’80% delle spese condominiali»

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REGGIO EMILIA. Acqua e riscaldamento erogati solo a fasce orarie, per far fronte ad un debito condominiale di circa 24mila euro. Quando la strada delle rateizzazioni non funziona fino in fondo, e il costo delle utenze diventa talmente insormontabile da spingere Iren a passare alle maniere forti. È ciò che avviene da qualche giorno in una palazzina tra viale Piave e via Eritrea: otto interni, di cui quattro morosi, per un debito di circa 24 mila euro, con la multiutility che ha deciso di ridurre le forniture.

Tra i condomini, ci sarebbe anche un anziano disabile, uno dei quattro ad aver pagato le proprie quote. In città, non sarebbe il primo caso. E di certo potrebbe non essere il solo. Almeno secondo quanto riferisce Maria Rita Furnari, presidente Anaci, l’Associazione nazionale amministratori di condomini e immobili. «Spesso si dà la colpa di questi debiti agli amministratori, che vengono cambiati e accusati di mala gestione – afferma – ma se i condomini non pagano, gli amministratori hanno le mani legate».

Via Turri, via Paradisi, via Eritrea. È la zona stazione ancora una volta sotto i riflettori, per un fenomeno che sembra mostrare la propria drammaticità giorno dopo giorno. «È vero, la zona stazione rappresenta una questione di vecchia data – commenta Furnari – ma come dico sempre: non c’è solo la stazione. Lì c’è un concentrato di situazioni su cui gli amministratori condominiali possono fare ben poco, di cui si è ampiamente discusso anche negli anni scorsi. Ma le morosità verso Iren non sono solo lì. Anzi, sono a macchia di leopardo per tutta la città. Basta considerare che, all’interno di un rendiconto condominiale, Iren incide sull’80% dei costi. In pratica il bilancio è tutto loro: è come se noi amministratori girassimo a loro ciò che riscuotiamo dalle spese condominiali».

Proprio ieri, Furnari è stata ospite di un incontro a Bologna in cui sono stati affrontati questi argomenti a livello regionale. «Non sono molto ottimista – aggiunge la presidente Anaci – rispetto ad altre città, Reggio sicuramente si trova in una condizione peggiore, che si sta ulteriormente aggravando a causa della disoccupazione». Un fenomeno, quello delle maxi-bollette, che secondo Furnari trova anche un’origine recente, risalendo al periodo in cui è stato introdotto il teleriscaldamento. Da un anno a questa parte, poi, la pratica di Iren di ridurre le erogazioni agli insolventi “cronici”.

«Con il teleriscaldamento i prezzi sono lievitati – spiega ancora Furnari – Ora sono pochi i condomìni che sono in pari con Iren, anche se la maggior parte non per cifre alte. Capisco che Iren debba in qualche modo rientrare, ma il problema è che in queste situazioni ad essere penalizzate sono soprattutto le persone che già pagano, che a volte non riescono neanche a utilizzare i servizi perché si devono fare carico delle insolvenze altrui». Ma come uscirne fuori? «Se vogliamo risparmiare, dobbiamo andare sull’individualizzazione dei consumi – risponde la presidente Anaci – cioè far pagare sulla base di quanto si consuma, educando i condomini al risparmio. Ma c’è anche da dire una cosa: le spese condominiali per molti inquilini e proprietari sono diventate quasi un optional, pagate solo dopo aver fatto fronte ad altre spese».

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