Pilomat, il Tar boccia il ricorso del comitato
I residenti e i sette commercianti adesso dovranno anche pagare le spese legali
REGGIO EMILIA. Per il Tar di Parma il ricorso del Comitato contro il pilomat di via Settembrini è «improcedibile», nella parte che fa riferimento all’ordinanza dell’ottobre 2013 in quanto soppiantata da quella dell’aprile successivo. Ma i giudici respingono anche i «motivi aggiunti» dal Comitato stesso contro il secondo documento dell’amministrazione comunale. Condannando i sette commercianti e i residenti che avevano fatto ricorso al pagamento delle spese.
«Una beffa» è il commento che arriva dai cittadini. Mentre l’assessore Mirko Tutino canta vittoria: «E’ positivo che sia stato riconosciuto lo sforzo della precedente amministrazione nel garantire la sicurezza della strada e il fatto che altre soluzioni, proposte da chi si opponeva al pilomat, possano essere complementari e non alternative a quanto deciso dall'amministrazione».
Dopo il duro rinvio del gennaio scorso al giudizio di merito, dove i giudici di Parma sollevavano più di un dubbio sull’opportunità del pilomat, nella sentenza del 23 ottobre scorso prendono atto della nuova ordinanza del Comune che allunga il tempo “pilomat-free” e anche dello studio di fattibilità in cui il Comune stesso analizza, come per altro i giudici avevano chiesto, misure alternative per la sicurezza di via Settembrini. Bocciando l’ipotesi chicane perché «in un contesto frequentato da mezzi agricoli di ampie dimensioni risulta meno efficace». Bocciando l’utilizzo di bande trasversali perché che «porterebbe a una deviazione nelle 24 ore» rispetto alle fasce attuali. E giudicando complementare, e non alternativa, l’ipotesi ciclabile, proposta per altro recentemente dal Comitato. Per tanto, i cittadini di via Settembrini che osteggiano il pilomat per ora hanno perso, salvo ricorso al Consiglio di Stato (ma già il ricorso al Tar con la condanna alle spese costerà loro diverse migliaia di euro). Di certo, resta il dato di fatto – e le controindicazioni – di un quartiere residenziale costruito a ridosso della campagna e senza aver mai adeguato la viabilità di collegamento e attraversamento. (el.pe)
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