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Chiesta al prefetto la diffida di Moretti

Chiesta al prefetto la diffida di Moretti

Sant’Ilario: i quattro consiglieri di opposizione protestano per la mancata convocazione del consiglio comunale

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SANT’ILARIO. Il sindaco Marcello Moretti non ha convocato il consiglio comunale, che era stato richiesto dai gruppi di opposizione sulla base del regolamento e della legge sugli enti locali, e le minoranze si rivolgono al prefetto perché, come prevede la legge, proceda alla diffida del primo cittadino e poi alla convocazione del consiglio.

Succede a Sant’Ilario, dopo che nelle scorse settimane era stata protocollata la richiesta di quattro consiglieri di minoranza (Orlandini, Monticelli, Menozzi e Ferrari) per convocare il consiglio comunale di Sant’Ilario, con all’ordine del giorno “Valutazioni e orientamenti per l’utilizzo del maggior trasferimento statale ex D.L. 16/2014”. Fulcro dell’ordine del giorno delle minoranze era la forte variazione positiva sul contributo da parte dello Stato ai Comuni per coprire le minori entrate derivanti dal passaggio dall’Imu alla Tasi, che a Sant’Ilario ammonta a circa 400mila euro. «Si tratta di soldi – scrivono Marco Orlandini, capogruppo di Cambia Sant’Ilario, e Sergio Monticelli, capogruppo di Centrodestra Sant’Ilario – che riteniamo debbano essere restituiti, in tutto o in parte, ai cittadini di Sant’Ilario. La notizia del maggior trasferimento è dell’inizio di agosto, ma il sindaco non ha convocato il consiglio prima del 30 settembre, termine entro il quale sarebbe stato ancora possibile ridurre imposte come la Tasi o la tassa rifiuti. Ora vogliamo che il consiglio discuta come ridurre i costi di alcuni servizi a carico degli utenti, come ad esempio il servizio di mensa scolastica, e per questo ne abbiamo chiesto la convocazione. Il Testo unico degli enti locali prevede l’obbligo per il sindaco di convocare il consiglio entro 20 giorni, se richiesto da un quinto dei consiglieri, ma Moretti, senza nemmeno comunicarci il motivo, non lo ha fatto, con una evidente omissione di un atto d’ufficio. Per ripristinare la legalità – sottolineano i consiglieri d'opposizione – ci siamo rivolti al prefetto, perché proceda con la diffida al sindaco e la successiva convocazione del consiglio, come espressamente previsto dal Testo unico. Siamo sconcertati per il mancato rispetto delle regole, per la totale assenza di comunicazioni da parte del sindaco e per la indisponibilità a un confronto che può solo portare risultati positivi per i cittadini. Forse il sindaco considera le minoranze un semplice fastidio, ma noi non abbiamo nessuna intenzione di ritirarci in buon ordine».

Nei mesi scorsi, a fronte di una previsione di 100mila euro iscritta nel bilancio approvato lo scorso 31 luglio, lo Stato aveva assegnato a Sant’Ilario un finanziamento di 500mila euro. Trasferimenti che, per gran parte dei Comuni, sono risultati imprevedibili. (a.v.)

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