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I ragazzi di Aq16 in corteo: non ci fermerete

I ragazzi di Aq16 in corteo: non ci fermerete

La manifestazione del Centro sociale per protestare contro gli obblighi di firma

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REGGIO EMILIA. Un corteo di circa 400 persone ha attraversato ieri la città, partendo dalla Gabella di via Roma per concludersi in piazza Gioberti. Era la manifestazione "Una firma non ci ferma", organizzata dal centro sociale Aquarius 16 di Reggio ma alla quale hanno partecipato molte altre firme, da Sinistra Ecologia e Libertà a Casa Bettola, da Arcigay a L'Altra Europa con Tsipras, dall'Anpi di Felina alla Cooperativa Mag6 fino alla Federazione Anarchica Italiana, solo per citarne alcune.

Dalla Gabella di via Roma, dunque, la colonna di persone, scortate da un'ingente numero di forze dell'ordine, si è snodata prima lungo la circonvallazione di Reggio, impedendo momentaneamente il traffico di veicoli, poi tramite via Dante in via Emilia, in centro storico; uno stop davanti al nuovo store di H&M per chiamare i dipendenti allo "sciopero sociale" indetto per il 14 novembre, poi un giro lungo piazza Prampolini e la conclusione in piazza Gioberti.

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«Se cercano di rendere la nostra vita più povera e precaria» si leggeva nel volantino distribuito ai partecipanti, «noi difendiamo i diritti conquistati nel passato per andare avanti e conquistarne di nuovi per tutti e per tutte. Se cercano di chiudere le frontiere e rendere i confini invalicabili, noi li apriamo, spalancando le porte della nostra città».

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È filato tutto liscio, dunque, nonostante qualcuno temesse tafferugli proprio con le forze dell'ordine; questo anche perché l'aver battezzato la giornata "Una firma non ci ferma" deriva appunto dai 15 obblighi di firma decisi dal Tribunale di Reggio per gli scontri avvenuti in città il 25 aprile scorso quando, per manifestare contro la presenza in città di Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, gli "antagonisti" reggiani avevano oltrepassato una red zone decisa per motivi di sicurezza, obbligando all'intervento proprio le forze dell'ordine. Il corteo si è però snodato in modo del tutto pacifico, con gli slogan "Per il diritto alla casa ci metto la firma tutti i giorni", "Stop all'Europa nazionalista" e con parole poco indulgenti nei confronti Matteo Salvini.

«Sei mesi dopo la venuta del segretario della Lega a Reggio - ci spiegano gli organizzatori - a 15 manifestanti di quel giorno è stato applicato un provvedimento cautelare che noi riteniamo ingiusto e che lede il nostri diritto di manifestare. Siamo qui oggi in solidarietà ai nostri amici e per difendere il nostro diritto di parola».

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