In casa c’è odore di “fumo” disoccupato 25enne nei guai
Guastalla: dall’abitazione di via Cisa Ligure spuntano 2 etti di hascisc e molti soldi in tribunale il giovane confessa, ora è agli arresti domiciliari per spaccio di droga
GUASTALLA. Tradito dall’inconfondibile odore di “fumo” che ha “avvolto” i carabinieri andati giovedì sera in quell’appartamento di via Cisa Ligure per avere chiarimenti su una vicenda da parte di una persona che sapevano di trovare fra quelle quattro mura.
Per non parlare del nervosismo mostrato dal marocchino 25enne Zouhair El Boubakri alla vista dei militari, una volta che ha aperto la porta. Troppe cose sospette per non spingere i carabinieri a perquisire l’appartamento: ben presto sono spuntati circa due etti di hascisc, precisamente due panetti all’interno di altrettanti vasi riposti sopra un mobile della cucina e sei pezzi sempre di “fumo” dietro il divano.
Ma in quella casa vi sono anche un bilancino di precisione e 1.600 euro in contanti (soldi subito ritenuti provento dello spaccio di stupefacenti).
Tutto ciò viene addebitato al 25enne, mentre è risultato estraneo a questa storia l’altro giovane presente nell’abitazione. El Boubakri era stato contattato intorno alle 20 dai carabinieri per invitarlo in caserma dove sarebbe stato sentito su una questione ancora in evoluzione: è invece finito nella cella di sicurezza.
Dall’arresto all’approdo ieri in tribunale a Reggio sono poi trascorse poche ore.
Il nordafricano – difeso dal legale Claudio Bassi – ha detto davanti al giudice Cristina Beretti di far uso di hascisc ma anche di venderne agli amici, per raggranellare qualche soldo dato che è disoccupato. Il giudice ha avallato la richiesta del pm Isabella Chiesi, ritenendo adeguati gli arresti domiciliari e non il carcere per un giovane al primo errore con la giustizia. Se ne riparlerà, in aula, il 17 novembre.
In tribunale El Boubakri è apparso avvilito, si è reso conto del guaio in cui ha voluto cacciarsi scegliendo la strda del soldo facile come pusher. «Ha commesso un’imperdonabile leggerezza – dice a fine-udienza l’avvocato difensore Bassi – e questa sarà una lezione importante per il mio assistito. Positiva la decisione del giudice di non applicare la misura cautelare in carcere: siamo di fronte ad un giovane incensurato, in regola con il permesso di soggiorno. Dovrà davvero spiegare – termina il legale – parecchie cose alla madre quando tornerà dal Marocco...».
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