Regionali, Salvini e Fabbri assaliti dai centri sociali
Calci e pugni sull'auto con cui il segretario e il candidato della Lega erano a Bologna per una visita a un campo nomadi
REGGIO EMILIA. Assalita a calci e pugni da giovani dei centri sociali l'auto con cui il segretario della Lega Matteo Salvini è arrivato a un campo nomadi di Bologna per una visita. L'autista ha accelerato investendo due giovani che cercavano di fermare la vettura. Uno è salito coi piedi sul tetto. L'auto è fuggita seguita a piedi da manifestanti.
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Salvini si trovava in un parcheggio con i cronisti a qualche centinaio di metri dal campo nomadi dove, insieme al candidato regionale Alan Fabbri e alla consigliera comunale Lucia Borgonzoni, è stato raggiunto dai manifestanti. I tre della Lega Nord sono così subito corsi in macchina e i manifestanti hanno raggiunto e colpito la vettura che è sfuggita a forte velocità investendo alcuni manifestanti.
Bologna, assalto centri sociali. Dietro c'erano due ragazze e Alan Fabbri. Stan tutti bene ma questa non è Democrazia pic.twitter.com/sFWSErmI1O
— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) 8 Novembre 2014«Così i balordi dei centri sociali hanno distrutto la nostra macchina, prima ancora che ci avvicinassimo al campo rom. Noi stiamo bene. Bastardi». È quanto scrive Matteo Salvini su Facebook su quanto successo stamane nei pressi del campo rom.
«Non è successo un qualcosa di grave per pura fortuna. Bastava non avere prontezza e finivamo sotto il cofano, abbiamo rischiato di finire con la testa sotto le ruote. Nostri modi non pacifici? La nostra è stata una reazione dopo che hanno buttato giù dieci persone. Per questa carognata, ci sarebbe stato un omicidio della macchina di
Salvini. Parlano i video». È questa la versione di uno dei manifestanti investiti dall'auto del segretario della Lega a poco distanza dal campo Sinti che avrebbe dovuto visitare. «A breve andremo in ospedale a farci controllare - ha aggiunto il manifestante, Loris Narda dei collettivi antirazzisti di Bologna - Se proveranno a tornare saranno respinti».
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Stefano Bonaccini condanna l'aggressione ai danni di Salvini. Ma il candidato Pd alla presidenza della Regione
Emilia-Romagna usa parole altrettanto dure contro lo stesso leader leghista. «Noto con grande dispiacere e stupore - attacca Bonaccini, a margine della cerimonia al cantiere della variante di valico col premier Matteo Renzi - che invece di fare campagna elettorale per discutere dei problemi e delle opportunità di questa splendida regione, ci sia chi è alla ricerca quotidiana di provocazioni e sensazionalismi». Insomma, critica Bonaccini, «invece di entrare nel merito delle questioni, Salvini continua a provocare e non si rende conto che così facendo crea tensione». Poi, «ovviamente - ci tiene ad aggiungere - condanno chi si rende protagonista di atti violenti che non dovrebbero appartenere a chi ha a cuore la democrazia e il rispetto altrui».
«Salvini e Fabbri, fascisti su Marte, Bologna e l'Emilia sono medaglia d'oro per la Resistenza!». Cristina Quintavalla, candidata presidente alle Regionali per l'Altra Emilia Romagna, commenta con una nota quanto successo in mattinata fuori da un campo nomadi a Bologna dove era attesa la visita del segretario della Lega Nord. «Vada a colonizzare un altro pianeta, qui il razzismo non è ammesso, l'istigazione all'odio razziale è un reato grave e l'anomalia dei campi è che sono veri e propri lager», prosegue Quintavalla. I rom, aggiunge la candidata, «erano qui, sono qui e rimarranno qui e battersi contro la loro esclusione vuol dire battersi per l'inclusione e la solidarietà per tutti. Nessuno deve essere usato come oggetto disumanizzato dai governi e, invece deve essere coinvolto nelle decisioni che hanno un impatto sulle loro e sulle vite delle altre persone». L'unico programma della Lega, conclude «è la guerra dei penultimi contro gli ultimi».
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